A Bergamo, gli over 80 sono passati dai 4.025 del 1987 ai 10.868 del 2025. Un raddoppio in 38 anni che riflette un trend nazionale e internazionale: l’invecchiamento della popolazione. Per la neuropsichiatra Emilia Strologo, storica figura della psicologia cittadina e già responsabile della Neuropsichiatria infantile dell’ospedale, è giunto il momento di affrontare il tema in modo sistematico e strategico.
“L’aumento dell’aspettativa di vita è una conquista, ma richiede una nuova organizzazione economica, sociale e sanitaria”, spiega la dottoressa a Prima Bergamo. Secondo le proiezioni Istat, a breve gli anziani rappresenteranno il 40% della popolazione italiana; a Bergamo, il 33% dei cittadini ha già superato i 60 anni.
Il nodo principale è garantire una longevità attiva, con persone capaci di rinnovarsi, partecipare alla vita sociale e sostenere il benessere collettivo. Tuttavia, l’attuale modello di welfare — fondato in gran parte su famiglie e volontariato — potrebbe diventare insostenibile nel lungo periodo, soprattutto in presenza di nuclei familiari sempre più anziani e meno numerosi.
Per Strologo, la risposta passa dalla formazione universitaria: “Propongo l’istituzione di un corso di laurea in Gerontologia, con particolare attenzione alla Geragogia, per formare figure professionali in grado di operare su più livelli: economico, sociale, sanitario, abitativo, occupazionale e relazionale”.
L’obiettivo sarebbe quello di preparare specialisti capaci di sviluppare e attuare strategie per mantenere gli anziani in salute e attivi il più a lungo possibile, riducendo il peso sulle strutture assistenziali e favorendo una migliore qualità della vita.