Nel primo semestre 2025, in provincia di Bergamo l’importo medio richiesto per un mutuo si è attestato a 131.486 euro, segnando un lieve aumento rispetto all’anno precedente. Il dato, diffuso da Facile.it e Mutui.it, posiziona il territorio al settimo posto in Lombardia per ammontare delle richieste, in un contesto regionale che registra un valore medio di 148.637 euro, in crescita del 3% rispetto al 2024.
Il quadro delineato dall’analisi evidenzia una rinnovata fiducia da parte dei consumatori, favorita da condizioni bancarie più accessibili e dal calo del costo del denaro. In parallelo, si osserva un primo, seppur modesto, abbassamento dell’età media dei richiedenti, segnale incoraggiante sull’apertura del mercato anche alle fasce più giovani della popolazione.
La mappa dei mutui in Lombardia
In cima alla classifica regionale per importo medio richiesto si conferma Milano, con 168.017 euro. Seguono Como (144.586 euro) e Monza e Brianza (144.559 euro).
Subito dopo si collocano Varese (137.051 euro), Brescia (136.007 euro) e Lecco (135.917 euro), mentre Bergamo, con i suoi 131.486 euro, si posiziona davanti a Lodi (127.456 euro), Sondrio (125.488 euro), Mantova (124.658 euro) e Cremona (123.621 euro). Chiude la classifica Pavia, con una media di 119.877 euro.
Mutui: aumentano gli importi, calano le età
L’incremento degli importi richiesti è accompagnato da una riduzione dell’età media dei mutuatari lombardi, un segnale che indica un maggiore coinvolgimento dei giovani nel percorso di acquisto della prima casa. Se i livelli pre-pandemici non sono ancora stati recuperati, la tendenza è positiva.
Le surroghe, ovvero le richieste di trasferimento del mutuo da una banca all’altra, rappresentano il 31% del totale regionale nel primo semestre dell’anno. Un dato che testimonia la maggiore attenzione degli italiani all’ottimizzazione delle condizioni contrattuali.
Fisso o variabile? Le migliori offerte online
Nel 2025 si è assistito a un riallineamento dell’offerta da parte degli istituti di credito. Sebbene i mutui a tasso fisso rimangano i più scelti, l’Irs in lieve aumento ha reso queste formule meno vantaggiose rispetto al passato. Allo stesso tempo, i tassi variabili beneficiano del calo dell’Euribor dovuto alle politiche espansive della Banca Centrale Europea, risultando oggi più competitivi sul piano dei costi mensili.
Una simulazione al 31 luglio 2025, su un mutuo di 126mila euro in 25 anni con LTV al 70%, evidenzia che:
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i tassi fissi partono da Tan 2,92%, con una rata mensile di circa 592 euro;
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i tassi variabili partono da Tan 2,33%, con rata mensile attorno ai 554 euro.
Attenzione alla scelta: tasso fisso o variabile?
Gli esperti sottolineano che la scelta tra fisso e variabile non deve basarsi solo sul tasso iniziale, ma anche sul profilo del richiedente. Il tasso variabile è generalmente più conveniente nel breve periodo, ma comporta rischi legati alle future oscillazioni del mercato, mentre il fisso garantisce stabilità per l’intera durata del finanziamento.
«Non esiste una formula unica per tutti – spiegano da Facile.it –. Serve un’analisi attenta della propria situazione economica e delle prospettive personali. Un consulente esperto può aiutare a individuare l’opzione più adatta».