In Lombardia gli imprenditori hanno difficoltà a reperire il 48,7% del personale che vorrebbero assumere. Una percentuale di circa un punto al di sopra della media nazionale: in Italia questa difficoltà difficoltà riguarda infatti il 47,8% delle assunzioni programmate.
Le figure introvabili in Italia
La Cgia mostra come il problema riguardi soprattutto operai specializzati, in ogni settore. Nell’edilizia mancano carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti, stuccatori, pavimentatori/piastrellisti, palchettisti e gruisti/escavatoristi. Nel comparto del legno sono quasi introvabili i verniciatori, gli ebanisti, i restauratori di mobili antichi e i filettatori attrezzisti. Nel tessile-abbigliamento si faticano ad assumere modellisti, confezionisti e stampatori. Nel calzaturiero, invece, tagliatori, orlatori, rifinitori e cucitori. Nella metalmeccanica, infine, la maggiore difficoltà di reperimento riguarda tornitori, fresatori, saldatori certificati, operatori di macchine a controllo numerico computerizzato e i tecnici di
montaggio per l’assemblaggio dei componenti complessi.
La ricerca di operai specializzati
Sempre secondo l’elaborazione della Cgia, nel 2024, su un totale di 5,5 milioni di nuovi ingressi previsti nel mercato del lavoro, quasi 840 mila (pari al 15 per cento del totale delle entrate attese) hanno riguardato operai specializzati. La ricerca di queste figure si è rivelata particolarmente impegnativa: nel 63,8% dei casi, infatti, gli imprenditori hanno segnalato notevoli difficoltà nel reperimento e, quando la selezione ha avuto esito positivo, il processo ha richiesto in media quasi cinque mesi. Nessun’altra professione richiesta dalle aziende ha evidenziato livelli di difficoltà e tempi di ricerca superiori a quelli riscontrati per gli operai specializzati.
Nelle province
L’analisi della Cgia valuta il fenomeno nei territori, analizzando i dati delle province. Pordenone è la provincia dove gli imprenditori faticano più di tutti gli altri colleghi d’Italia a trovare un lavoratore dipendente; nel 2024 la difficoltà di reperimento della realtà friulana è stata del 56,8%. Seguono Bolzano e Trento con il 56,5, Gorizia con il 56,1 e Cuneo con il 55,9.
Caserta con il 39,3%, Salerno con il 38,3 e, infine, Palermo con il 36,9 sono i territori dove è più facile reperire la manodopera richiesta.
In Lombardia
Lecco, con il 55,1% di difficoltà di reperimento manodopera, è la provincia lombarda dove questo fenomeno è più evidente. Una percentuale tra le più alte in Italia. Bergamo (con il 50,1%) si trova a metà della classifica nazionale nella difficoltà di reperimento di personale. Un fenomeno più grave a Brescia, dove si sfiora il 53%. Milano, con il 44,8%, abbassa la media regionale della Lombardia, considerando anche, in numeri assoluti, la maggiore ricerca di personale.
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