In termini assoluti è la Lombardia la regione italiana dove ci sono più lavoratori irregolari: quasi 380mila, su un totale di 4,9 milioni. La Cgia stima una percentuale di irregolarità nella regione del 7,7%, al di sotto della media nazionale che è del 9,7%.
Sono uomini e donne che lavorano completamente in nero o quasi; quando operano in qualità di subordinati non sono sottoposti ad alcun contratto nazionale di lavoro. Se, invece, lavorano in proprio, ovviamente non possiedono la partita Iva. In valore assoluto il numero più elevato è concentrato appunto in Lombardia con 379.800 unità. Seguono i 319.400 residenti nel Lazio e i 270.200 abitanti della Campania.
Ma se invece si calcola il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero di occupati irregolari e il totale degli occupati di ciascuna regione, in Calabria registriamo il tasso più elevato pari al 17,1%. Seguono la Campania con il 14,2%, la Sicilia con il 13,6% e la
Puglia con il 12,6%.