Lunedì 20 ottobre 2025 segna una svolta per l’aeroporto di Orio al Serio, che entra ufficialmente nella rete dei principali scali europei dotati del nuovo Entry/Exit System (EES). Si tratta del sistema digitale di registrazione per i viaggiatori provenienti da Paesi extra-Ue, che sostituisce il tradizionale timbro manuale sul passaporto con un controllo automatizzato e basato su dati biometrici.
L’EES è pensato per aumentare la sicurezza e velocizzare i controlli alle frontiere esterne dell’area Schengen, rendendo più semplice il monitoraggio degli ingressi e delle uscite dei cittadini non europei che soggiornano in Europa per periodi brevi (fino a 90 giorni su 180).
Come funziona il nuovo sistema
I passeggeri interessati saranno invitati a utilizzare uno dei 45 chioschi self-service installati presso lo scalo bergamasco — 30 nell’area arrivi e 15 alle partenze. Il sistema prevede che l’utente:
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Scannerizzi il proprio passaporto,
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Venga fotografato frontalmente,
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Fornisca le impronte digitali.
Tutti i dati raccolti vengono archiviati in una banca dati centralizzata situata in Estonia, condivisa tra i Paesi aderenti al progetto. Queste informazioni verranno poi utilizzate per i successivi attraversamenti, rendendo i controlli più rapidi poiché non sarà più necessario creare ogni volta un nuovo fascicolo.
Il progetto è gestito dalla Polizia di Frontiera, coadiuvata da personale “facilitatore” messo a disposizione dal gestore aeroportuale, con il compito di indirizzare i passeggeri e garantire il corretto svolgimento delle procedure.
Una rivoluzione in arrivo
La fase iniziale prevede l’utilizzo del nuovo sistema per circa il 10% dei viaggiatori extra-Ue, con un progressivo aumento fino alla piena attuazione prevista entro aprile 2026. Il sistema è già stato introdotto in diversi aeroporti dell’Unione europea e rappresenta uno dei passaggi chiave nella digitalizzazione delle frontiere, secondo quanto indicato dal regolamento comunitario.
L’adozione dell’EES mira anche a rafforzare le misure contro l’immigrazione irregolare, il terrorismo e le violazioni dei limiti di soggiorno, offrendo un controllo più puntuale e affidabile, senza allungare eccessivamente i tempi di attesa ai varchi. Tuttavia, proprio su questo punto si concentra la principale attenzione del periodo di transizione: attualmente, un controllo manuale richiede circa 45 secondi per passeggero, ma sarà necessario valutare l’impatto della nuova tecnologia biometrica sulla gestione dei flussi.
Passaporto sempre necessario
Nonostante l’introduzione del sistema, il passaporto resterà indispensabile per l’attraversamento delle frontiere. Una volta registrato il profilo del viaggiatore, i controlli successivi saranno però molto più rapidi, basandosi su una semplice verifica delle informazioni già presenti in banca dati, senza la necessità di ripetere l’intero processo.
L’iniziativa segna un ulteriore passo verso un modello di frontiera più sicuro, efficiente e integrato a livello europeo, in cui la tecnologia svolge un ruolo centrale nel bilanciare controllo e scorrevolezza.