È stato inaugurato sabato 18 ottobre a Zogno “L’albero della vita”, il primo centro ricreativo dedicato agli anziani del paese. Il taglio del nastro si è svolto alla presenza del sindaco Giuliano Ghisalberti, del vicesindaco Giampaolo Pesenti, dell’assessore alla Terza Età Selina Fedi e di altre autorità locali.
Il nuovo spazio è stato realizzato all’interno dei locali messi a disposizione dalla RSA di via Pogliani, grazie alla collaborazione tra la struttura e la Parrocchia di Zogno. L’obiettivo è offrire agli anziani un luogo di aggregazione e socializzazione, con attività pensate su misura per la terza età, in una zona che finora non disponeva di un centro simile.
Tra le proposte già in programma, incontri informativi con operatori sanitari e forze dell’ordine, laboratori di cucina, letture, giochi di gruppo e iniziative intergenerazionali con gli studenti delle scuole locali. La risposta del territorio è stata subito positiva: sono già cinquanta le adesioni raccolte nei primi giorni.
“Siamo felici di poter condividere con tutti questo risultato”, ha dichiarato Selina Fedi durante l’inaugurazione, sottolineando l’importanza del centro come luogo di incontro, supporto e stimolo alla vita attiva. Il progetto ospiterà anche il “caffè sociale”, iniziativa che rientra nelle attività per promuovere un invecchiamento attivo in Val Brembana.
Nella prima fase, il centro sarà aperto una volta a settimana, ogni giovedì, ma da gennaio 2026 l’attività raddoppierà con due appuntamenti settimanali. A coordinare le attività saranno presenti due educatori professionisti e una ventina di volontari, pronti a sostenere e accompagnare gli ospiti nelle diverse proposte.
Grazie a una convenzione con l’associazione “Non solo sogni”, sarà attivo anche un servizio di bus navetta, che garantirà il trasporto per gli anziani residenti nelle frazioni del comune, rendendo il centro accessibile a tutta la popolazione over 65 del territorio.
Con questa apertura, Zogno compie un passo importante verso l’inclusione sociale e il benessere della popolazione anziana, rispondendo a un’esigenza crescente con un’iniziativa concreta e partecipata, che punta a diventare un punto di riferimento stabile per la comunità.