Un silenzio carico di dolore e dignità ha avvolto la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, dove nella mattinata di venerdì 24 ottobre si sono tenuti i funerali di Pamela Genini, la 29enne di Strozza brutalmente uccisa a coltellate a Milano dal suo ex compagno il 14 ottobre. Un’intera comunità si è stretta attorno alla famiglia per l’ultimo saluto a una giovane donna, modella e imprenditrice, che in vita aveva scelto il silenzio per proteggere chi amava.
Il feretro bianco, adornato da rose rosse, è arrivato sul sagrato intorno alle 10.30, accolto dagli Alpini e dai volontari della Protezione civile. Ad accompagnarlo le note struggenti di L’ultimo dei Mohicani, mentre i presenti – tra cui molti giovani – si disponevano per entrare in una chiesa gremita. A chiedere riservatezza è stata la famiglia stessa, che ha voluto vivere in modo intimo questo momento, lontano da telecamere e fotografi.
La cerimonia è stata officiata da don Luigi Carminati, parroco del paese, con la partecipazione di altri sacerdoti della Valle Imagna. In prima fila, la madre di Pamela, accompagnata dal compagno, insieme ai fratelli e alla nonna della giovane. Presente anche il sindaco Riccardo Cornali con altri primi cittadini del territorio, a testimoniare il cordoglio dell’intera valle.
«Preghiamo per Pamela e restituiamo a tutte le donne vittime di violenza la dignità che meritano», ha detto don Carminati durante l’omelia. «Restituiamo identità a chi viene considerata un oggetto», ha aggiunto, sottolineando come l’amore debba essere «presenza silenziosa, fedele e duratura», soprattutto di fronte a un dolore così lacerante.
Il sacerdote ha dedicato un pensiero particolare alla madre di Pamela, evocando l’immagine della Vergine Maria ai piedi della Croce: «È il dolore di una madre di fronte a un male che non si spiega e che rende ogni parola umana fragile». Poi il ricordo personale della giovane: una sensibilità delicata, spesso nascosta per non pesare sugli altri, una scelta che oggi pesa come un macigno, ma che racconta chi era Pamela.
«Non siamo qui per salutarti, ma per dirti che ti vogliamo bene», ha concluso don Carminati, mentre l’intera chiesa tratteneva a fatica la commozione. Prima dell’uscita del feretro, le note di Nothing compares 2 U, rese celebri da Sinéad O’Connor, hanno accompagnato l’ultimo abbraccio della comunità. Poi, il lungo applauso. Un gesto spontaneo, lontano da ogni spettacolarizzazione, che ha unito idealmente tutti i presenti nel dolore.
Il corteo ha lasciato la chiesa diretto al cimitero di Strozza, dove Pamela è stata sepolta. Resta una ferita profonda nella comunità valdimagnina, che ora chiede silenzio, ma anche riflessione e impegno per contrastare una piaga che continua a spezzare vite.