Il Cimitero Monumentale di Bergamo diventa teatro di un dialogo inedito tra arte, memoria e comunità grazie a Contemporary Locus 17 – La città nella città, progetto di rigenerazione urbana e culturale curato da Paola Tognon e promosso dall’associazione Contemporary Locus. Dal 29 ottobre al 30 novembre, due installazioni site-specific firmate da Nadia Antonello, Paolo Ghezzi e Daniel González offrono una nuova lettura dello spazio cimiteriale, trasformandolo da luogo di lutto individuale a spazio di riflessione collettiva e condivisione.
Un’iniziativa che, proprio in concomitanza con le Giornate della Commemorazione dei Defunti, propone una riscoperta contemporanea del cimitero come parte viva della città, stimolando una riflessione sulla soglia tra visibile e invisibile, tra passato e futuro.
“Shooting Stars” e “Golden Gate”: quando il cielo incontra la terra
Le due installazioni animano la facciata e il piazzale d’ingresso del Cimitero Monumentale, trasformando lo spazio pubblico attraverso luce, materia e simbolismo.
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“Shooting Stars” di Antonello Ghezzi è un’installazione luminosa di 40 metri che collega idealmente il cielo del bacino del Mediterraneo con Bergamo. Grazie a una connessione in tempo reale con il radiotelescopio Croce del Nord, ogni meteora rilevata illumina una barra posta sulla facciata del cimitero, creando un ponte visivo tra terra e cielo. Ogni passaggio di una stella cadente diventa un invito al desiderio e alla memoria, evocando il ciclo della vita.
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“Golden Gate” dell’argentino Daniel González trasforma la facciata in una soglia dorata e riflettente, ispirata alle scenografie barocche. Realizzata con coperture isotermiche in mylar dorato, l’opera richiama concetti di protezione e cura, rifrangendo la luce naturale e artificiale e rendendo visibile l’interazione tra architettura e tempo. Un’opera che ridisegna il confine tra il mondo dei vivi e quello dei defunti, in un continuo movimento generato anche dal vento.
Un progetto collettivo per riscoprire uno spazio rimosso
Contemporary Locus 17 è molto più di una mostra d’arte: è un progetto comunitario che coinvolge istituzioni, enti e cittadini in un ricco calendario di eventi gratuiti, tra visite guidate, conferenze, incontri, spettacoli teatrali e momenti musicali. L’opening ufficiale, il 28 ottobre, è stato accompagnato da una performance del coro gospel S.Antonio David’ Singers.
“Il cimitero è un luogo della comunità, spesso dimenticato. Le arti aprono spazi di pensiero, non danno risposte”, ha sottolineato Paola Tognon, curatrice del progetto. L’intento è quello di ripensare lo spazio cimiteriale come un quartiere vivo della città, come confermato anche dall’assessore Giacomo Angeloni, che auspica un futuro in cui il piazzale del cimitero possa continuare a ospitare eventi artistici e culturali.
L’arte come strumento per mettersi in discussione
Il progetto ha suscitato anche alcune polemiche, soprattutto per la scelta di utilizzare uno spazio così carico di significato. Ma le istituzioni hanno risposto sottolineando il profondo rispetto con cui le opere si inseriscono nel contesto.
“L’arte è il contrario della pigrizia, serve a mettersi in discussione”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Sergio Gandi durante la presentazione. Le installazioni, infatti, non snaturano il luogo, ma ne valorizzano la funzione storica, architettonica e umana, offrendo nuove prospettive di lettura e nuove forme di partecipazione.
Memoria, desiderio e cura: un nuovo sguardo sul Cimitero Monumentale
Con Contemporary Locus 17, il Cimitero Monumentale di Bergamo si trasforma in uno spazio accessibile e inclusivo, dove arte, cittadinanza e spiritualità si incontrano. Le opere invitano a guardare oltre, a riconoscere il valore di uno spazio che appartiene a tutti e a immaginare una città che accoglie anche il passato come parte del suo presente.
Un progetto che illumina non solo fisicamente, ma idealmente, uno dei luoghi più significativi e meno frequentati della città, restituendogli centralità, emozione e umanità.