Una lite familiare ha scatenato il gesto che, giovedì 30 ottobre, ha devastato la quiete di Ghisalba, nel Bergamasco.
Due auto e un furgone sono andati completamente distrutti in un incendio doloso, poi rivelatosi un drammatico episodio di rancore tra fratelli. Il piromane, individuato in poche ore dai carabinieri di Martinengo, è infatti il fratello del proprietario di una delle vetture bruciate. Davanti al giudice, l’uomo — un 44enne di origini straniere, residente a Cassano delle Murge (Bari) — ha ammesso ogni responsabilità: “Sì, sono stato io a dare fuoco ai mezzi. Ero ubriaco da 15 giorni, ho telefonato a mio fratello e lui mi ha risposto male”.
Secondo la ricostruzione, dopo l’ennesimo litigio, il 44enne ha deciso di incendiare la sua auto, quella della moglie del fratello e il furgone del cognato.
Le minacce e l’arresto
Dopo il gesto, l’uomo ha inviato ai familiari messaggi minatori con toni violenti: “Se mi denunciate vi ammazzo”. “Tanto uno o due anni di carcere finiscono, e appena esco ve la faccio pagare”.
Poi, in un gesto di apparente resa, ha indicato lui stesso ai militari l’hotel in cui si trovava.
I carabinieri, già sulle sue tracce grazie alle testimonianze e ad alcuni indizi raccolti sul posto, si sono subito recati nella struttura e lo hanno arrestato.
Nei pressi di una delle auto incendiate erano state trovate tracce bianche e frammenti di “Diavolina”, un combustibile solido utilizzato per accendere fuochi.
All’interno della Bmw che guidava, gli agenti hanno rinvenuto cinque bottiglie con residui di benzina, quattro confezioni di Diavolina e uno scontrino che ne attestava l’acquisto.
Nella camera d’albergo, inoltre, c’erano pantaloni intrisi di carburante.
Il 44enne, trovato steso sul letto e in stato confusionale, si è mostrato collaborativo e non ha opposto resistenza all’arresto.
L’intervento dei vigili del fuoco e le indagini
Le fiamme, alimentate dal carburante, si sono rapidamente estese, distruggendo completamente i mezzi parcheggiati sotto le abitazioni.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Dalmine, Romano e Palazzolo, che hanno lavorato a lungo per spegnere il rogo e mettere in sicurezza l’area.
In aula: “Ho problemi di alcol”
Durante l’udienza di convalida, assistito dall’avvocato Carlo Cofini, il 44enne ha ribadito la sua versione: “Ho problemi di alcol. Ero ubriaco da 15 giorni, avevo bevuto 20 bottiglie di vodka”.
L’uomo, in possesso di regolare permesso di soggiorno, aveva lavorato fino a gennaio come magazziniere in provincia di Bergamo e recentemente aveva aperto una partita IVA per occuparsi di compravendita di auto, attività però mai avviata.
Le misure del tribunale
Il tribunale ha convalidato l’arresto e disposto per l’uomo l’obbligo di dimora a Cassano delle Murge e la firma quotidiana presso le autorità locali.
Il processo è stato aggiornato al 12 dicembre, quando il 44enne dovrà rispondere delle accuse di danneggiamento aggravato e minacce.