Milano si conferma in testa alla graduatoria nazionale per numero di reati denunciati, secondo l’ultimo Indice della criminalità pubblicato dal Sole 24 Ore. Con 225.786 illeciti registrati in un anno, l’area metropolitana mantiene il primato, nonostante una lieve diminuzione del 2% rispetto al periodo precedente. Il tasso di criminalità per 100mila abitanti si attesta intorno ai 7.000 reati, pari a una media di 618 denunce giornaliere.
La città lombarda, pur avendo ridotto i numeri rispetto agli anni di picco tra il 2006 e il 2014, conferma comunque livelli di criminalità significativamente più alti rispetto al resto del Paese. La ripresa dell’attività criminale dopo la parentesi pandemica ha riportato la situazione ai livelli del 2018.
La provincia di Bergamo registra 37.672 reati, con un incremento dello 0,67% rispetto all’anno precedente. Si tratta di una crescita contenuta, ma significativa, considerando la tendenza altalenante delle aree limitrofe. Varese segue un andamento simile con un +2,59% e 33.084 reati registrati.
Al contrario, alcune province lombarde mostrano un calo nei reati denunciati. A Brescia, seconda per numero assoluto di denunce nella regione con 44.232 casi, si osserva una flessione dell’1,02%. Ancora più marcato il calo a Lecco (-3,46%), Cremona (-5,41%), Sondrio (-1,10%) e Lodi (-0,41%), territori dove il dato sulla criminalità si riduce con costanza.
Il quadro lombardo evidenzia una polarizzazione geografica, con aree metropolitane e periurbane in ripresa sul fronte dei reati, mentre le province più periferiche mostrano una certa stabilizzazione o un calo della criminalità.
Nel complesso, il report del Sole 24 Ore mette in luce una situazione dinamica, in cui le aree ad alta densità urbana tendono a concentrare i reati, ma con trend eterogenei anche a distanza di pochi chilometri. L’analisi annuale consente non solo di osservare l’andamento complessivo della criminalità, ma anche di cogliere segnali territoriali utili per le politiche di sicurezza e prevenzione.