“Non volevo uccidere, ma colpire il potere economico.” Con queste parole Vincenzo Lanni, il 59enne bergamasco accusato del tentato omicidio della manager ferita a coltellate in piazza Gae Aulenti a Milano, ha parlato davanti al gip Rossana Mongiardo durante l’interrogatorio di convalida tenutosi nel carcere di San Vittore.
Lanni ha ribadito quanto già dichiarato ai carabinieri subito dopo il suo arresto: l’aggressione non sarebbe stata rivolta alla vittima in quanto persona, ma come simbolo di un mondo economico e sociale da lui percepito come ostile. “È angosciato non per sé, ma per la donna che ha ferito e spera che possa stare bene”, ha spiegato all’Adnkronos la sua legale, l’avvocata Beatrice Lizzio, che ora sta valutando la possibilità di chiedere una nuova perizia psichiatrica per accertare le condizioni mentali del suo assistito.
Durante l’interrogatorio, il 59enne ha risposto alle domande del giudice in modo spontaneo e lucido, senza mostrare segni di ostilità o agitazione. Tuttavia, il suo passato pesa come un macigno sul procedimento: dieci anni fa, infatti, Lanni aveva accoltellato due pensionati a Villa di Serio e Alzano Lombardo, episodi per i quali era stato riconosciuto parzialmente incapace di intendere e di volere.
Anche per questo, la difesa intende rivalutare lo stato psichico dell’uomo, ritenendo che le sue condizioni mentali abbiano potuto influire sul gesto di lunedì scorso, quando ha colpito alle spalle la dirigente di Finlombarda in uno dei luoghi simbolo della Milano finanziaria. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Lanni avrebbe scelto la sua vittima casualmente, individuando però un contesto “simbolico” di ciò che egli definisce il “potere economico” responsabile delle proprie frustrazioni.
Dopo l’aggressione, avvenuta intorno alle 11, il 59enne era fuggito per poi essere arrestato circa 12 ore dopo in un albergo milanese. Nell’interrogatorio ha ribadito di non aver avuto intenzione di uccidere, ma di “mandare un messaggio” attraverso un gesto dimostrativo.
La giudice si è riservata sulla decisione relativa alla convalida dell’arresto e alle eventuali misure cautelari da applicare: la decisione è attesa nelle prossime ore. Nel frattempo, proseguono gli accertamenti sul passato di Lanni, compreso un episodio del 2023 in cui era stato fermato alla stazione di Varese con un coltello nello zaino mentre era in libertà vigilata.
L’avvocata Lizzio ha infine ribadito che il suo assistito “non mostra alcuna preoccupazione per sé stesso, ma vive un forte senso di colpa e di dolore per quanto accaduto.”