Tezenis Verona supera Bergamo: anticipo ad alta intensità
Il contesto della gara
La prima delle tre trasferte consecutive della Gruppo Mascio Bergamo, disputata venerdì 21 novembre alle 20.45 al PalaAgsm di Verona e valida per la 13ª giornata della Serie A2, si conclude con la sconfitta per 78-66. L’incontro, trasmesso in diretta su RaiSport, rappresenta la seconda battuta d’arresto per i bergamaschi nelle quattro partite della nuova gestione tecnica di coach Alessandro Ramagli. Ovvero l’ex di turno insieme al migliore in campo-bis, Mattia Udom, a ruota del pivot titolare Dustin Hogue.
La Tezenis Verona si conferma squadra più profonda e attrezzata, mentre Bergamo deve fare i conti con l’assenza prolungata di Harrison, destinato a rientrare solo a dicembre, e con alcune difficoltà strutturali che condizionano l’andamento del match.
Tabellini e dati di gara
Tezenis Verona 78
(19-16, 45-35, 65-57)
Zampini 10, R. Bolpin 2, Ambrosin 13, Serpilli 12, Poser 12, Pittana, Mcgee 14, Spanghero, Smith 6, Baldi Rossi 9.
NE: F. Frosini, Kuzmanic.
Coach: Demis Cavina.
Tiri da 2: 18/34; da 3: 9/27; TL: 15/23.
Rimbalzi: 32 (Zampini 11). Assist: 16 (Zampini 9).
Gruppo Mascio Bergamo 66
Bossi 5, Pollone 4, Loro 5, Udom 15, Hogue 15, Bogliardi 7, Stefanini 11, Lombardi 4, Nobili.
NE: Piccirilli, Guiducci, Bosso.
Coach: Alessandro Ramagli.
Tiri da 2: 17/37; da 3: 4/19; TL: 20/25.
Rimbalzi: 41 (19 offensivi; Hogue 11; Lombardi, Udom 8). Assist: 9.
Note:
Parziali: 19-16, 26-19, 20-22, 13-9.
Timeout: 11’59 B; 16’24” B; 23’35” B; 33’05” V; 35’09” V; 37’44” B.
Fallo tecnico: Hogue 34’54”.
Usciti per 5 falli: Smith 31’34”, Poser 39’08”.
La gara: Verona parte solida, Bergamo fatica dall’arco
Avvio equilibrato e primi break veronesi
Bergamo apre bene con un vantaggio di 8-3 al 2’20” firmato Bossi, ma la Tezenis risponde con un ritmo più costante, ribaltando gli equilibri grazie alle triple di Mcgee e all’efficienza delle transizioni. Verona chiude il primo periodo avanti 19-16, sfruttando maggior brillantezza nel tiro pesante e migliori soluzioni nei giochi a due.
La squadra di coach Ramagli fatica ad aprire il campo: oltre a Bossi e Udom, due triple complessive attorno alla metà del secondo periodo per limitare il passivo a 4 lunghezze a quota 28 e 30 per gli avversari, Bergamo non trova continuità da oltre l’arco e deve affidarsi spesso a situazioni individuali di Hogue vicino a canestro.
Secondo quarto: Verona allunga, Bergamo resta in scia
Nel secondo periodo la Scaligera aumenta la pressione difensiva e produce punti in contropiede grazie a palle recuperate e tiri forzati degli ospiti. Lombardi, che aveva offerto qualche spunto nel finale di primo quarto, deve lavorare soprattutto nella sua metà campo, ma l’assenza di precisione complessiva limita la produzione offensiva. All’intervallo il divario arriva a 45-35. A limitare i danni, il gioco interno anche di Udom col semigancio dell’ultimo avvicinamento a otto lunghezze della prima metà di gara.
Terzo quarto: break di Verona e reazione bergamasca
Il massimo svantaggio e la sospensione decisiva
L’inizio di ripresa vede Verona spingere sul ritmo offensivo: Ambrosin colpisce subito dalla distanza per il +14 (49-35), mentre il parziale dei padroni di casa tocca il 12-2, portando Bergamo sul -20 (57-37). Coach Ramagli richiama i suoi per interrompere la serie scaligera. Ne otterrà un 20-8 di controparziale.
La rimonta: un intermezzo prolungato che riapre la gara
La reazione della Gruppo Mascio si sviluppa in un segmento di gara piuttosto lungo, distribuito tra la seconda metà del terzo quarto e l’inizio del quarto.
Stefanini trova ritmo con due canestri dal campo e una tripla, Bogliardi segna dall’arco il -12 (61-49) a 3’09” dalla fine del terzo periodo, mentre Udom converte due liberi che riportano il margine sotto la doppia cifra (63-53).
La rimonta, pur significativa, non basta per completare l’aggancio.
Ultimo quarto: Verona amministra e chiude i conti
L’avvio dell’ultima frazione vede Mcgee riportare Verona sul +10 (68-58) con un tiro da distanza molto profonda. Pollone risponde dall’angolo, mentre Loro converte un libero dopo un rimbalzo offensivo, ma la Tezenis controlla il ritmo e mantiene un vantaggio che oscilla stabilmente oltre le due cifre.
Serpilli firma il nuovo +14 dai 6,75 a 7’30” dalla fine, indirizzando definitivamente il match. I punti finali di Bogliardi e Hogue riducono solo parzialmente lo scarto, che si fissa sul 78-66.
Conclusioni: margini e limiti emersi nel match
Nonostante una fase centrale giocata con energia e precisione maggiore, la Gruppo Mascio Bergamo paga:
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l’assenza di un riferimento offensivo come Harrison,
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le percentuali ridotte dall’arco (4/19),
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le 17 palle perse,
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la minor profondità rispetto a Verona.
Udom e Hogue offrono prove solide, mentre il collettivo risponde con una rimonta robusta ma non sufficiente per ribaltare una gara complessa fin dall’inizio.
Il parere del coach: “Le qualità morali per provarci ci sono, quelle tecniche si allenano in palestra”
“Questa partita potevamo vincerla solo con una difesa intensa, invece siamo riusciti a farlo solo per venti minuti. In difesa nel primo tempo abbiamo fatto una partita da pancia piena, da squadra che sa di aver vinto due le ultime due partite e si accontenta, ma nel secondo tempo è stato molto diverso, è stato molto meglio per noi, siamo riusciti a sporcare le loro linee di passaggio mettendo più pressione, ma in attacco non siamo mai stati produttivi e quando siamo tornati a meno sette il canestro da tre di McGee ci ha tagliato le gambe. Noi siamo senza il nostro miglior terminale offensivo, Harrison, ma questo lo sapevamo. E sappiamo di dover fare meglio anche se siamo in condizioni di emergenza, soprattutto in attacco. Di buono c’è che una squadra non sana questa partita la perde di 25 e la lascia andare, mentre una squadra sana prova a rimetterla in piedi e prova a ricucirla e noi lo abbiamo fatto ritornando a meno sette, questo significa che siamo una squadra con delle qualità morali e da queste dobbiamo ripartire” (coach Alessandro Ramagli).
Credit photo: Daniel Di Marco/LNP/Scaligera Basket Verona
