Il turismo nella Bergamasca continua a registrare segnali positivi, con numeri in crescita che superano quelli del 2024. Secondo i dati raccolti dalla Provincia, nei primi dieci mesi del 2025 si è registrato un incremento dell’8% negli arrivi e dell’8,2% nelle presenze, evidenziando un trend stabile e in costante ascesa.
Particolarmente significativa è la performance della città di Bergamo, che conferma il proprio ruolo strategico nella rete turistica provinciale. Il capoluogo ha visto crescere gli arrivi del 10,1% e le presenze del 13,8%, segnando il quarto anno consecutivo di sviluppo costante. La città si conferma quindi un punto di riferimento per i flussi turistici, soprattutto internazionali, che rappresentano la quota maggiore di visitatori.
La distribuzione territoriale del turismo mostra dati eterogenei: mentre aree come Val Brembana, Alto e Basso Sebino beneficiano di una crescita significativa, zone come la Pianura e l’Isola bergamasca continuano a vivere una fase di stagnazione, confermata da segnali di rallentamento già emersi nel periodo post-pandemico. La cosiddetta “Grande Bergamo” segna invece una leggera flessione nelle presenze (-1,7%), pur mantenendo alti valori assoluti.
A livello demografico, gli stranieri superano gli italiani sia per numero di arrivi (55,5%) sia per presenze (57,3%), consolidando un’inversione di tendenza iniziata nel 2022. Sebbene l’aumento dei visitatori internazionali si registri in quasi tutte le aree della provincia, è ancora la città di Bergamo a intercettare la fetta più consistente dei flussi esteri.
Le nazionalità più rappresentate vedono in testa la Polonia, con un incremento del 17,5% rispetto all’anno precedente, seguita da Germania, Francia e Regno Unito, quest’ultimo con un +10,6% che lo colloca tra i mercati più dinamici del 2025.
La stagione estiva conferma il buon andamento generale, con una crescita degli arrivi del 9,4% e delle presenze del 9,1% tra maggio e settembre. Questo risultato evidenzia una distribuzione più omogenea dei flussi nei mesi centrali dell’anno e un consolidamento della capacità attrattiva del territorio bergamasco.
Un elemento di rilievo è anche la variazione nella durata media dei soggiorni: mentre gli italiani scelgono permanenze leggermente più brevi rispetto al 2024 (passando da 2,35 a 2,24 giorni), i turisti stranieri prolungano la loro visita, raggiungendo la stessa media, ma con una crescita complessiva dell’8,7%. Questo segnala un interesse crescente da parte del pubblico internazionale, che tende a scoprire con maggiore calma il territorio.
I dati diffusi dall’Osservatorio della Provincia indicano un settore ormai stabilizzato, che sta entrando in una fase di maturazione dopo anni di sviluppo. Il rafforzamento della presenza straniera, unito alla crescita estiva e al ruolo centrale della città di Bergamo, conferma la solidità dell’offerta turistica e le potenzialità di ulteriore espansione, in particolare verso mercati esteri.