“Pit Stop” a Cividino Quintano: lotta alla fragilità sociale in Valcalepio e Basso Sebino

Il nuovo spazio ad alta intensità relazionale del progetto SafeNet, inaugurato a Castelli Calepio, promuove l’inclusione sociale e il sostegno alle persone fragili

Il Pit Stop a Cividino Quintano: sostegno alla comunità

Mercoledì 3 dicembre, è stato inaugurato il Pit Stop di Cividino Quintano, un nuovo spazio destinato a diventare un punto di riferimento per il supporto e l’inclusione sociale nella Val Calepio e nel Basso Sebino. Il progetto SafeNet, promosso dalla Cooperativa Il Piccolo Principe con il sostegno di Regione Lombardia, nasce dall’ascolto dei bisogni delle comunità locali, con il coinvolgimento attivo delle Istituzioni, del Terzo Settore e dei volontari locali. Durante l’inaugurazione, alla quale hanno partecipato circa 70 persone, sono stati presentati i dati degli interventi a favore della fragilità sociale realizzati in collaborazione con gli Ambiti Territoriali Sociali di Grumello del Monte, Basso Sebino e Monte Bronzone.

La missione del Pit Stop: accompagnamento delle persone fragili

Il Pit Stop è stato creato con l’intento di offrire uno spazio di prevenzione e ricomposizione sociale per chi vive situazioni di disagio, povertà o isolamento. Durante l’inaugurazione, è stato evidenziato come la rete di supporto creata dai vari attori locali – tra cui Gruppo Alpini, ARCI Circolo Fratellanza, Corpo Musicale Angelo Guerini e altre realtà del territorio – stia già lavorando per intercettare e accompagnare le persone vulnerabili. L’obiettivo è garantire che nessuno resti escluso, fornendo il supporto necessario per il miglioramento delle loro condizioni di vita.

Dati e risultati degli interventi a sostegno della fragilità sociale

Durante l’evento sono stati illustrati i dati che testimoniano il lavoro svolto nei due ambiti territoriali, Grumello del Monte e Basso Sebino – Monte Bronzone. Tra il 2023 e il 2025, nell’Ambito di Grumello del Monte sono state prese in carico 46 persone, di cui 69,6% uomini, la maggior parte di età compresa tra i 50 e i 65 anni. Nell’Ambito di Basso Sebino sono state invece 30 le persone prese in carico dal progetto SafeNet, con una prevalenza di donne (53%) di età compresa tra i 35 e i 49 anni. Inoltre, il progetto Mestieri ha accompagnato 14 persone, di cui 4 sono riuscite a trovare un’occupazione. Tali dati evidenziano l’importanza di un approccio integrato e coordinato per affrontare le problematiche della marginalità.

Geografie Solidali: un’ulteriore estensione della rete provinciale

Durante l’inaugurazione è stato presentato anche il progetto “Geografie Solidali”, che estende il raggio d’azione del SafeNet all’intera provincia di Bergamo, coinvolgendo i distretti delle ASST Bergamo Est, Bergamo Ovest e Papa Giovanni XXIII. Il progetto mira a contrastare il fenomeno della grave marginalità in provincia, affrontando problematiche come il disagio abitativo, l’isolamento, le fragilità psichiche e le difficoltà legate alla migrazione. L’obiettivo è creare un sistema di sostegno territoriale che promuova la prevenzione e la ricomposizione sociale, mettendo in rete gli enti e le istituzioni locali.

Le dichiarazioni dei protagonisti: la forza delle reti locali

Gianantonio Farinotti, responsabile dell’Ufficio di Piano di Grumello del Monte, ha sottolineato l’importanza di questi dati, evidenziando che “le fragilità sociali richiedono l’attenzione dei servizi dedicati, chiamati a garantire il sostegno necessario per ascoltare e supportare chi vive condizioni di disagio”. Per Francesca Fustinoni, coordinatrice del progetto per la Cooperativa Il Piccolo Principe, il progetto Geografie Solidali rappresenta un’opportunità per rafforzare la cultura della prossimità e la costruzione di una rete di sostegno. “Con questo progetto, vogliamo accrescere la prossimità e l’accudimento della fragilità nelle nostre comunità locali, ha dichiarato. Gilberto Giudici, direttore della Cooperativa Il Piccolo Principe, ha invece ribadito che “la prossimità non è solo un approccio di lavoro, ma una responsabilità concreta: esserci nei territori, muoverci accanto alle persone e costruire legami che rendano le comunità più capaci di accogliere chi vive situazioni di fragilità”.

Una rete di sostegno che supera i confini amministrativi

Luciano Redolfi, presidente dell’Ambito Territoriale Sociale di Grumello del Monte e sindaco di Bolgare, ha evidenziato come l’integrazione tra istituzioni e Terzo Settore sia essenziale per la costruzione di alleanze solide che possano rispondere ai bisogni reali delle persone. “Per rendere davvero efficace il nostro lavoro, è fondamentale costruire una rete di sostegno inclusiva e condivisa, ha dichiarato. Anche Alberto Maffi, presidente dell’Ambito Territoriale Sociale del Basso Sebino Monte Bronzone e sindaco di Gandosso, ha sottolineato l’importanza di un approccio sovraterritoriale: “Progetti come SafeNet dimostrano quanto sia strategico lavorare oltre i confini amministrativi, costruendo interventi coerenti e integrati per rispondere in modo più efficace ai bisogni delle persone”.

Dettagli e informazioni

Per maggiori informazioni sul Pit Stop di Cividino Quintano e sul progetto SafeNet, è possibile contattare la Cooperativa Il Piccolo Principe o consultare il sito ufficiale. Inoltre, il progetto Geografie Solidali continua ad ampliare la sua azione a livello provinciale, per rispondere in modo efficace alle crescenti sfide sociali. Lo spazio nasce all’interno del progetto dall’ascolto dei bisogni dei cittadini e dalla collaborazione tra i volontari del CpaeC di Castelli Calepio, la parrocchia, le Istituzioni e gli Enti del Terzo Settore.

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