Nessuno spartiacque, nessuna discontinuità politica, ma una visione condivisa e un’azione amministrativa che prosegue nel solco tracciato dalle giunte precedenti. È il senso della replica del sindaco di Bergamo, Elena Carnevali, all’articolo pubblicato il 2 gennaio, che delineava presunte rotture nella gestione dei cantieri cittadini tra l’attuale amministrazione e quella guidata da Giorgio Gori.
«Parlare di eredità o rendita è fuorviante», ha sottolineato Carnevali, che rivendica una linea di continuità basata su dinamismo e progettualità: «Molti interventi non sono solo frutto del passato, ma sono stati avviati o stanno per partire durante questo primo anno e mezzo di mandato», ha dichiarato, citando opere come lo scolmatore del Tremana, via Paglia e piazza Angelini.
Il sindaco respinge ogni lettura politica polarizzante, ribadendo al Corriere Bergamo che «non si può parlare di cesure o spaccature» tra amministrazioni che condividono una medesima visione di trasformazione urbana, supportata da una maggioranza di centrosinistra che i cittadini hanno confermato per tre mandati consecutivi.
Carnevali entra poi nel merito tecnico della questione, criticando una narrazione generica e indistinta sul tema dei cantieri. A suo avviso, attribuire alla politica i rallentamenti delle opere significa ignorare le complesse regole burocratiche e le differenze tra soggetti attuatori. «Non tutti i cantieri sono gestiti dal Comune: lo sono ad esempio Gamec e le scuole, ma non lo sono lo stadio, l’Accademia della Guardia di Finanza o il nuovo Palazzetto, che sono in mano a soggetti privati o ad altri enti pubblici», precisa.
Il sindaco sottolinea anche l’impatto delle normative sugli appalti, distinguendo tra procedure negoziate (sotto i 5 milioni di euro) e gare aperte (oltre quella soglia), che comportano maggiori rischi e complessità gestionali. «Grandi opere come la Carrara, l’Ospedale Papa Giovanni o il Parking Fara sono state tutte affidate con gare europee, e hanno mostrato criticità evidenti. È su queste regole che occorrerebbe riflettere, più che su valutazioni politiche localistiche», ha aggiunto.
Un altro elemento centrale del ragionamento di Carnevali riguarda la portata straordinaria degli investimenti legati al PNRR. In città, i fondi ammontano a oltre 400 milioni di euro, cifra che raddoppia considerando gli interventi ferroviari gestiti da RFI. In totale, si parla di circa 60 progetti in corso, di diversa natura e complessità, che comportano inevitabili disagi per la cittadinanza, ma che — secondo il sindaco — porteranno benefici strutturali a lungo termine.
«Sappiamo che affrontare tutto questo può avere un costo politico, ma è un rischio che accettiamo con responsabilità», conclude Carnevali. «Stiamo lavorando per il futuro della città, consapevoli delle difficoltà ma anche del valore di ciò che si sta costruendo».