Ritardi nei lavori del Principe di Napoli a Bergamo: la nuova proposta sociale e i nuovi tempi di completamento

Il progetto di riqualificazione slitta fino a dicembre 2026, con una sinergia importante tra il Comune di Bergamo e la Fondazione Zaninoni

Nuove tempistiche per il restauro del Principe di Napoli

Il cantiere per il restauro e la rifunzionalizzazione dell’ex palazzo Principe di Napoli in via Pignolo a Bergamo ha subito un cambiamento nei tempi di conclusione, slittando da maggio 2026 a dicembre 2026. La modifica dei tempi è dovuta a una proposta innovativa che aggiunge un importante valore sociale al progetto. Lo ha confermato l’assessore alla Rigenerazione urbana e Patrimonio, Francesco Valesini, che ha risposto all’interrogazione dell’opposizione, presentata da Antonio Deleuse Bonomi (Lista Pezzotta), sullo stato del cantiere.

L’accordo con la Fondazione Zaninoni

Un’importante novità che ha determinato il rinvio riguarda la Fondazione Zaninoni, che ha proposto di integrare il progetto con una finalità sociale. La Fondazione, che ha sottoscritto un accordo quadro con il Comune nel settembre 2024, ha messo a disposizione un contributo di 700.000 euro per gli interventi edilizi necessari al recupero dell’edificio. La proposta prevede la creazione di case per donne vittime di violenza e spazi per associazioni culturali come il Movimento Federalista Europeo di Bergamo e il Centro Culturale Nuovo Progetto. L’iniziativa sociale si integrerà con il progetto di Rinascimento Holding srl, che gestirà i 1.600 metri quadri dell’immobile destinati all’arte, teatro, lettura, associazioni locali e un bar-ristorante.

I motivi del ritardo nei lavori

Il ritardo nella fine dei lavori, che è stato definito “fisiologico” dallo stesso Valesini, è dovuto alla necessità di rivedere e adattare il progetto alle nuove esigenze emerse grazie alla proposta della Fondazione. Questi cambiamenti hanno richiesto l’approvazione da parte della Soprintendenza, in quanto l’edificio è sottoposto a vincoli storici. Tuttavia, l’assessore ha chiarito che il cantiere non si è fermato e che le lavorazioni non in contrasto con il nuovo piano sono continuate. «Il progetto, che in origine prevedeva la fine dei lavori a maggio 2026, ora si conclude con la fase finale a dicembre 2026», ha spiegato Valesini.

L’inaugurazione prevista per il 2027

La conclusione dei lavori edili, previsti per la fine del 2026, sarà seguita dalla fase di allestimento degli spazi, che coinvolgerà Rinascimento Holding e le associazioni supportate dalla Fondazione Zaninoni. L’inaugurazione ufficiale della nuova struttura, destinata a diventare un importante punto di riferimento per la cultura e il sociale, è quindi prevista per la primavera del 2027.

I disagi dovuti al cantiere

Uno dei temi più discussi riguarda il disagio arrecato dalla occupazione di un tratto di via Pignolo, dove il cantiere è in corso. L’assessore ha spiegato che la gestione del cantiere in un tessuto urbano di origine medievale è particolarmente complessa, e liberare la strada non è al momento possibile a causa dell’installazione di attrezzature di cantiere permanenti. Sebbene nei fine settimana estivi sia stato possibile alleggerire la situazione, attualmente non ci sono soluzioni per il momento.

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