Il rock energico degli Alter Bridge infiamma la ChorusLife Arena

La band statunitense conquista Bergamo nell’unica data italiana del tour con un live potente tra nuovo album e hit storiche

Riff esplosivi, una sezione ritmica granitica e un dialogo costante con il pubblico: il concerto degli Alter Bridge, andato in scena martedì 3 febbraio alla ChorusLife Arena di Bergamo, ha confermato ancora una volta la forza dal vivo di una delle rock band americane più solide degli ultimi vent’anni. Un’esibizione intensa, energica e partecipata, capace di fondere hard rock, metal e post-grunge in uno spettacolo compatto e coinvolgente.

La data bergamasca, rimasta l’unica tappa italiana del “What Lies Within Tour” dopo la cancellazione del concerto di Roma, ha richiamato una platea numerosa e trasversale, pronta a seguire la band in un viaggio musicale che ha unito il nuovo album omonimo ai brani che ne hanno segnato la carriera. Fin dalle prime note, la sensazione è stata quella di assistere a un live costruito con precisione, ma vissuto con trasporto, in cui tecnica e impatto emotivo si sono fusi senza soluzione di continuità.

Ad aprire la serata ci hanno pensato i Sevendust, storica formazione alternative metal di Atlanta. La band ha scaldato l’arena con una prova compatta e muscolare, mettendo in luce una notevole solidità strumentale, in particolare nel brano “Praise”, accolto con entusiasmo dal pubblico. A seguire, i Daughtry, progetto alternative rock guidato da Chris Daughtry, hanno offerto una performance intensa, caratterizzata da una vocalità potente ed estesa. Brani come “The Day I Die” e “Pieces” hanno mostrato il lato più emotivo del set, mentre la conclusiva “Artificial” ha costruito un crescendo efficace, sospeso tra atmosfera e potenza, valorizzato dal lavoro di chitarra, basso, tastiere e batteria.

L’ingresso degli Alter Bridge ha segnato un immediato cambio di marcia. L’apertura con “Silent Divide”, brano che inaugura anche il nuovo album, ha imposto fin da subito un ritmo serrato e una carica sonora travolgente. L’energia non è più calata, proseguendo con la melodia aggressiva e il ritornello trascinante di “Addicted to Pain” e con la struttura più articolata di “Cry of Achilles”, capace di alternare intimità acustica ed esplosioni elettriche, impreziosite da un assolo chirurgico di Mark Tremonti.

La scaletta ha continuato a muoversi con equilibrio tra passato e presente. Il groove robusto di “Playing Aces” ha lasciato spazio all’hard rock più dinamico di “Fortress”, dove Myles Kennedy ha confermato ancora una volta la sua versatilità, alternando potenza e controllo vocale con naturalezza. Al centro del palco, la batteria di Scott Phillips ha rappresentato un punto fermo, mentre quattro grandi schermi hanno accompagnato il live con visual ispirati alle copertine degli album, rafforzando l’identità visiva del concerto.

Momento di particolare intensità con “Burn It Down”, affidata alla voce profonda di Tremonti, seguita da un raffinato scambio di ruoli che ha visto Kennedy protagonista all’assolo di chitarra. Dal tono più leggero di “Ghost of Days Gone By” si è passati alla potenza melodica di “Open Your Eyes”, accolta da cori corali che hanno trasformato l’arena in un unico grande coro.

Dopo “Test and Able” e “Down to My Last”, è arrivata una delle parentesi più emozionanti della serata: “Watch Over You” in versione acustica, con la ChorusLife Arena illuminata quasi esclusivamente dalle luci degli smartphone. Un momento sospeso, intimo, che ha mostrato il lato più fragile e umano della band.

Il finale ha riportato tutti su coordinate più aggressive. “Rise Today” ha riacceso l’adrenalina, preparando il terreno per “Metalingus”, una delle hit più iconiche degli Alter Bridge, accolta come un vero e proprio inno. Dopo gli encore, la cupa e intensa “Blackbird” ha regalato otto minuti di grande intensità emotiva, prima della chiusura definitiva con “Isolation”, brano che parla di isolamento e riconnessione, temi quanto mai attuali.

Un concerto che ha dimostrato come gli Alter Bridge restino una realtà centrale del rock contemporaneo, capaci di unire forza, tecnica e profondità emotiva. Una serata in cui la musica non si è limitata a intrattenere, ma ha anche invitato alla riflessione, confermando il potere del rock di connettere le persone attraverso energia e sentimento.

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