Nel cuore di Bergamo, tra piazza Pontida e le vie limitrofe, monta la protesta dei commercianti dopo la stretta sui permessi Ztl. Con l’inizio del 2026, il rinnovo di alcuni pass per l’accesso negli orari di carico e scarico è stato negato a chi non dispone di un veicolo immatricolato come aziendale. Una modifica applicata senza preavviso che, secondo gli esercenti coinvolti, rischia di complicare in modo significativo la gestione quotidiana delle attività.
A segnalare la vicenda è la titolare di un negozio in vicolo dei Dottori, che si è vista respingere la richiesta di rinnovo della concessione. In base alle nuove direttive comunali, per poter entrare in Ztl durante le finestre dedicate al carico e scarico, il mezzo utilizzato deve risultare intestato all’impresa. Una condizione che esclude di fatto chi utilizza un’auto privata per esigenze lavorative, come accade in molte realtà di piccole dimensioni.
Il permesso, viene spiegato, non servirebbe tanto per le consegne affidate ai corrieri, quanto per l’approvvigionamento diretto di beni di consumo quotidiano: acqua, carta, prodotti per la pulizia e materiali necessari alla gestione ordinaria del negozio. Nel caso specifico, si aggiungono anche necessità legate alla presenza del cane che accompagna la titolare durante le lunghe giornate in salone.
Il nodo principale riguarda la possibilità di fermarsi per il tempo tecnico necessario allo scarico, soprattutto quando si tratta di colli pesanti o ingombranti. Il semplice transito senza sosta, sostengono gli esercenti, renderebbe impossibile completare le operazioni in modo efficace.
Con l’accesso alla piazza bloccato, le alternative risultano limitate. I posti riservati al carico e scarico in via San Bernardino e via Zambonate, viene riferito, sarebbero spesso occupati o non disponibili. L’unica soluzione praticabile resterebbe il parcheggio in via Paglia, a circa settecento metri di distanza. Un tragitto di dieci minuti a piedi che, con sacchetti carichi e materiali da trasportare, diventa un ulteriore aggravio per chi lavora ogni giorno in centro.
La commerciante afferma di aver inviato una Pec al Comune di Bergamo per chiedere chiarimenti e una revisione della decisione, senza aver ricevuto risposta. Nel suo intervento sottolinea come la misura si inserisca in un contesto già complesso: cantieri prolungati, pressione fiscale crescente, criticità legate alla sicurezza e al decoro urbano. “Lavorare in centro sta diventando una corsa a ostacoli”, è la sintesi della sua posizione.
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere di minoranza Alberto Ribolla, che ha definito la mancata proroga dei pass una scelta penalizzante per i piccoli commercianti. Secondo Ribolla, subordinare il permesso alla presenza di un mezzo aziendale rappresenta un criterio discriminatorio, poiché non tutte le attività di vicinato possono permettersi un veicolo intestato all’impresa.
Il consigliere ricorda che per anni il Comune aveva concesso permessi annuali a costi contenuti, riconoscendo la necessità di accesso per chi opera nel centro cittadino. Il cambio di rotta, sostiene, sarebbe avvenuto senza un confronto preventivo e senza l’individuazione di soluzioni alternative adeguate.
Nel dibattito rientra anche il tema dell’utilizzo dei corrieri per le forniture. Tuttavia, secondo i commercianti, molte esigenze quotidiane vengono gestite in autonomia e non sempre possono essere delegate a servizi esterni.
La richiesta avanzata è quella di rivedere la direttiva e ripristinare i permessi per le attività di vicinato, indipendentemente dall’intestazione del mezzo utilizzato, in modo da garantire condizioni operative sostenibili per chi contribuisce alla vitalità economica e sociale del centro cittadino.