Addio ad alessandro Pesenti Rossi, pioniere bergamasco della Formula 1
Sottotitolo: Si è spento a 83 anni il primo pilota di Bergamo ad aver gareggiato nel Mondiale di Formula 1, protagonista di una carriera costruita tra passione, determinazione e coraggio.
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Il mondo dell’automobilismo bergamasco ha salutato uno dei suoi protagonisti più rappresentativi. Alessandro Pesenti Rossi si è spento sabato 21 febbraio all’età di 83 anni, lasciando un ricordo profondo tra familiari, amici e appassionati di motori. A piangerlo sono la moglie Flora e i figli Leandro e Sabrina. La salma è stata composta nell’abitazione di via Papa Giovanni XXIII a Gerosa di Brembilla, mentre i funerali verranno celebrati martedì 24 febbraio alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Gerosa.
Il suo nome resta legato a una pagina significativa della storia sportiva provinciale: fu il primo pilota bergamasco a competere in Formula 1, traguardo raggiunto in un’epoca in cui l’accesso al Circus rappresentava un’impresa riservata a pochi. Un risultato che aveva coronato un percorso iniziato quasi per sfida personale e cresciuto con costanza nel tempo.
La sua avventura nel motorsport prese forma nel 1968, quando, a 26 anni, scelse di misurarsi in una cronoscalata in Val Seriana. L’esordio si rivelò subito promettente: un quarto posto che lasciò intravedere margini di crescita importanti. Da quel momento, le gare in salita divennero terreno abituale di confronto, spesso concluse nelle posizioni di vertice, consolidando la sua reputazione nel panorama automobilistico locale e nazionale.
Il desiderio di ampliare i propri orizzonti lo portò nel 1970 a cimentarsi nella Formula Ford, categoria monomarca considerata un passaggio cruciale per chi ambiva a salire di livello. Anche in quel campionato riuscì a mettersi in luce, chiudendo la stagione al quarto posto assoluto e confermando una progressione costante.
Il salto in Formula 3 avvenne il 18 aprile 1971. Le prestazioni offerte in pista gli consentirono di proseguire il percorso verso categorie sempre più competitive, fino all’approdo in Formula 2. Tra le esperienze più significative di quel periodo spicca la partecipazione al Gran Premio di Germania sul circuito di Hockenheimring, banco di prova di grande prestigio per i piloti emergenti.
Dopo alcune stagioni nella serie cadetta, nel 1976 arrivò la svolta. L’ingresso in Formula 1 si concretizzò grazie alla Gulf Rondini Racing, scuderia indipendente creata appositamente per sostenerne il debutto nella massima categoria. L’esordio avvenne su uno dei tracciati più iconici e impegnativi del calendario, il Nürburgring, teatro di sfide leggendarie e simbolo di un’epoca pionieristica dell’automobilismo.
Nel complesso, Pesenti Rossi prese parte a quattro Gran Premi nel Mondiale di Formula 1. Il miglior risultato arrivò in Austria, dove concluse in undicesima posizione. In Olanda la gara venne compromessa da problemi tecnici, mentre al Gran Premio d’Italia, disputato all’Autodromo Nazionale di Monza, tagliò il traguardo al diciottesimo posto. Numeri che raccontano una presenza breve ma significativa, ottenuta con risorse limitate e grande determinazione.
Il suo percorso sportivo rappresentò un esempio di tenacia e passione, maturato lontano dai grandi centri dell’automobilismo internazionale e alimentato da uno spirito pionieristico. Partito dalle strade di montagna e dalle competizioni in salita, riuscì a trasformare un sogno coltivato tra le valli bergamasche in un’esperienza vissuta sui circuiti più prestigiosi del mondo.
Con la sua scomparsa, Bergamo perde una figura simbolica dello sport motoristico, capace di aprire una strada fino ad allora inesplorata per il territorio. La sua storia resta incisa nella memoria collettiva come testimonianza di un’epoca in cui talento, coraggio e intraprendenza erano gli strumenti principali per raggiungere il vertice dell’automobilismo mondiale.
Alessandro Pesenti Rossi è stato il primo bergamasco a correre in Formula 1, segnando una pagina storica per lo sport provinciale e nazionale.