Provincia, Gandolfi-Gafforelli: al via la sfida per Via Tasso

Depositate le firme: si vota il 15 marzo per la presidenza

 La corsa alla presidenza della Provincia di Bergamo entra nel vivo. Domenica mattina, a poche ore dall’apertura degli uffici di Via Tasso, sono state ufficialmente depositate le candidature di Pasquale Gandolfi e Gianfranco Gafforelli, i due sfidanti che si contenderanno la guida dell’ente nelle elezioni del 15 marzo.

Per presentare la candidatura erano necessarie almeno 442 firme – pari al 15% dei 2.948 amministratori locali aventi diritto al voto. Gandolfi, presidente uscente e sindaco di Treviolo, ha consegnato 473 sottoscrizioni. Gafforelli, sindaco di Romano di Lombardia e candidato del centrodestra, ha depositato 630 firme. L’ufficio elettorale è chiamato a verificare la validità delle adesioni e a eliminare eventuali doppioni, ma dai primi riscontri non sarebbero emerse criticità.

Una sfida aperta tra ex alleati

La competizione assume un significato particolare: entrambi i candidati hanno già guidato la Provincia. Gafforelli è stato presidente dal 2018 al 2021, con Gandolfi come vice; quest’ultimo è in carica dal 2021 e ora punta alla riconferma.

Il centrodestra sostiene compatto Gafforelli, indicato in quota Forza Italia. Il centrosinistra appoggia invece il dem Gandolfi. A settembre 2024, nelle elezioni per il Consiglio provinciale, il centrodestra aveva ottenuto un vantaggio in termini di voti ponderati, ma questa volta la partita riguarda esclusivamente la presidenza.

Partecipazione e territori al centro

Per Gafforelli la priorità è stimolare la partecipazione al voto: «Come amministratori dobbiamo dare il buon esempio», sottolinea. L’attenzione si concentra in particolare sui piccoli Comuni, dove in passato l’affluenza è risultata più bassa.

Tra i temi indicati dal sindaco di Romano figurano viabilità, ambiente e grandi opere infrastrutturali, come la Paladina-Sedrina, oltre alle questioni legate al termovalorizzatore di Montello e alle criticità ambientali del lago.

Gandolfi, dal canto suo, si dice «tranquillo» rispetto ai numeri e convinto che molti amministratori voteranno «oltre le appartenenze». Il suo programma nasce dal lavoro svolto negli ultimi quattro anni e dalle proposte raccolte tramite un questionario rivolto agli amministratori locali.

Tra le priorità indicate figurano infrastrutture, pianificazione urbanistica, energia e scuole, con particolare attenzione al Piano cave e all’adeguamento del Piano territoriale di coordinamento provinciale. «Le grandi opere dipendono dai finanziamenti regionali e ministeriali», ricorda il presidente uscente.

Il voto il 15 marzo

La competizione si chiuderà il 15 marzo, quando sindaci e consiglieri comunali della provincia saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo presidente, che resterà in carica per quattro anni.

Si apre così una sfida politica che va oltre gli schieramenti, in un contesto in cui il ruolo della Provincia resta centrale per infrastrutture, scuole e pianificazione territoriale.

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