Raddoppiano i posti letto dell’Ospedale di Comunità di San Giovanni Bianco. Grazie a un intervento edilizio finanziato con 1 milione e 699 mila euro di fondi Pnrr, la struttura passa da 10 a 20 posti complessivi, consolidando il proprio ruolo nel sistema sanitario territoriale.
I nuovi spazi si aggiungono ai primi dieci posti attivati nel dicembre 2022 e sono il risultato di una completa riqualificazione dell’area. Il progetto ha previsto una nuova organizzazione funzionale: nella zona nord, in prossimità dell’ingresso, è stata collocata l’area servizi, mentre l’ala sud ospita la degenza. Realizzate 9 camere doppie e 2 singole, tutte con bagno esclusivo.
Ogni stanza è stata dotata di poltrone per gli assistiti e di sistemi a soffitto per il sollevamento e la movimentazione, strumenti che migliorano la sicurezza e la qualità dell’assistenza. Sono stati inoltre completamente rifatti gli impianti meccanici, idraulici ed elettrici, con l’introduzione di un nuovo sistema di climatizzazione, oltre al rinnovo degli arredi per rendere gli ambienti più accoglienti e funzionali.
«Abbiamo superato le criticità strutturali e adeguato gli spazi agli standard più attuali», ha spiegato Alessandro Frigeni, direttore della Gestione Tecnico Patrimoniale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, sottolineando l’attenzione riservata all’accessibilità e alle condizioni di lavoro degli operatori.
L’Ospedale di Comunità si caratterizza per una gestione prevalentemente infermieristica, con il supporto di un’équipe multiprofessionale composta da coordinatore infermieristico, infermieri, operatori socio-sanitari, assistenti sociali e fisioterapisti. La responsabilità clinica resta in capo ai medici del settore Subacuti della Medicina interna.
Secondo Simonetta Cesa, direttore socio-sanitario dell’Asst Papa Giovanni XXIII, il potenziamento rappresenta una risposta concreta al bisogno di continuità assistenziale, in particolare per quei pazienti che non necessitano più di cure per acuti ma non sono ancora pronti per il rientro a domicilio. La struttura consente di ridurre i ricoveri impropri e di accompagnare in sicurezza il percorso di dimissione.
Il presidio può accogliere anche persone provenienti dal domicilio, segnalate dai medici di medicina generale o da altri professionisti territoriali, offrendo un periodo di stabilizzazione clinica, recupero dell’autonomia e supporto ai caregiver.
Monica Casati, direttore del Distretto Valle Brembana, Valle Imagna e Villa d’Almé, ha evidenziato come l’intervento rafforzi la rete territoriale, insieme alle Case di Comunità e ai poli di prossimità, rendendo più strutturata l’offerta sociosanitaria nelle aree vallari.
Per Francesco Locati, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII, il raddoppio dei posti letto rappresenta un ulteriore tassello nello sviluppo dell’assistenza territoriale, che comprende tre Centrali Operative Territoriali e quattro Case di Comunità già attive, con altre in fase di avvio.
L’investimento consolida così il ruolo dell’Ospedale di Comunità come ponte tra ospedale e territorio, offrendo una soluzione intermedia capace di rispondere ai bisogni delle famiglie e di alleggerire la pressione sui reparti per acuti.