Arrestato il 19enne che molestava fuori dalle scuole

In carcere per maltrattamenti ed estorsione alla madre: minacce e violenze per ottenere soldi per la droga

 È stato arrestato e condotto in carcere il diciannovenne che nelle ultime settimane aveva creato forte allarme tra le famiglie e le scuole superiori di Bergamo. Il giovane è accusato di maltrattamenti ed estorsione nei confronti della madre, vittima per anni di minacce, aggressioni e continue richieste di denaro legate alla tossicodipendenza del figlio.

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dalla pm Giulia Angeleri il 17 febbraio e firmata dal gip Michele Martino Ravelli il 26, è stata eseguita dagli agenti della Squadra mobile proprio mentre la madre telefonava chiedendo aiuto: «Mi sta picchiando, ancora». Un intervento che ha posto fine a una lunga escalation di violenze domestiche.

Il 19enne, in cura al Centro psico sociale (Cps) e con problemi di dipendenza, era già noto alle forze dell’ordine. In città era stato più volte segnalato per comportamenti molesti: si appostava fuori dagli istituti scolastici, importunando le studentesse, tanto che alcune dirigenti avevano invitato le ragazze a non spostarsi da sole. In altre occasioni era stato visto aggirarsi in centro con un bastone o un coltello. Aveva inoltre pubblicato sui social un video in cui chiedeva scusa per uno stupro che, però, non risulta denunciato né confermato da polizia e carabinieri.

Dietro agli episodi pubblici, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si consumava una situazione ben più grave tra le mura domestiche. L’ordinanza descrive uno stillicidio di richieste di denaro, insulti e aggressioni fisiche alla madre, costretta spesso a consegnare almeno dieci euro per evitare sfuriate. Le pretese, tuttavia, aumentavano con il passare del tempo, parallelamente al peggioramento della dipendenza: dall’hashish assunto fin dall’adolescenza si sarebbe passati, nel 2025, a crack, cocaina ed eroina.

Tra gli episodi contestati, botte mentre la madre guidava perché si era rifiutata di accompagnarlo in un centro commerciale, un finestrino dell’auto infranto per un altro diniego, fino al lancio di oggetti in casa. In un caso le avrebbe scagliato contro un coltello e una forchetta, bucandole la maglia; in un altro un estintore. Un vicino, intervenuto dopo aver sentito le urla, ha riferito di aver udito più volte minacce gravissime: «Ti metto una pistola in bocca e ti sparo».

La situazione è peggiorata dall’autunno scorso, con episodi sempre più ravvicinati. Il 4 febbraio, a seguito dell’ennesima richiesta di denaro e di un telefono cellulare nuovo, è stato necessario l’intervento del 112. Anche in ospedale, dove era stato accompagnato, il giovane avrebbe continuato a minacciare la madre.

Il gip parla di «escalation» e di «crescente pericolosità», sottolineando l’“allarmante frequenza” delle condotte violente. Elementi che hanno portato a ritenere necessaria la misura cautelare in carcere, ritenuta l’unica in grado di contenere il rischio di ulteriori aggressioni.

Il giovane, incensurato, era già destinatario di un foglio di via del questore e risulta indagato anche per una rapina alla clinica veterinaria di via Baioni, dove il 12 febbraio aveva lanciato sassi contro una vetrata. La madre, nel frattempo, aveva lasciato l’abitazione per paura, mentre nel palazzo si segnalava un via vai sospetto nelle parti comuni.

La vicenda riaccende l’attenzione sui casi di disagio psichico e dipendenza che sfociano in situazioni di forte allarme sociale, spesso difficili da gestire fino al compimento di reati gravi. L’arresto segna ora un punto fermo nell’indagine, mentre proseguono gli accertamenti.

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