La scoperta di Maffiolo: un errore storico svelato
Venerdì 28 febbraio, nella sala polivalente dell’Oratorio San Carlo Acutis di Cazzano Sant’Andrea, si è tenuta una serata culturale significativa per la comunità locale. L’evento, dal titolo “Maffiolo da Cazzano… pittore?”, ha avuto luogo in occasione del trentesimo anniversario dell’intitolazione di una via al famoso “pittore” Maffiolo. La figura di Maffiolo è stata oggetto di studio per molti anni, e durante la serata sono emerse importanti scoperte storiche. L’incontro ha visto come protagonista Franco Innocenti, storico e ricercatore, il quale ha rivelato che Maffiolo non era affatto un pittore, come si era sempre creduto, ma piuttosto un committente di opere d’arte.
La figura di Maffiolo: un committente e non un artista
Franco Innocenti, in una chiara e precisa presentazione, ha spiegato come il nome “ser Mafiolus de Chazano 1477” dipinto sopra un San Bernardino nell’antica chiesa di Sant’Andrea a Mornico al Serio fosse stato erroneamente associato a Maffiolo come pittore. Maffiolo, figlio di Tonolo Genuizzi, appartenente a una delle famiglie più facoltose della Val Gandino, non aveva in realtà alcun ruolo come artista, ma era noto per essere il committente di numerose opere, affidandosi a pittori come Giovanni Marinoni e la sua bottega di Desenzano di Albino. Le ricerche di Innocenti hanno dimostrato che l’artista non era il creatore delle opere attribuitegli, ma il finanziatore delle stesse.
Un approfondimento sulla storia di Cazzano Sant’Andrea
La serata culturale non si è limitata a chiarire l’identità di Maffiolo, ma ha anche offerto uno spunto di riflessione più ampio sulla storia di Cazzano Sant’Andrea. Gli organizzatori, tra cui Silvio Tomasini, conservatore del Museo Adriano Bernareggi, e Franco Innocenti, hanno messo in evidenza come eventi e personaggi legati al paese abbiano avuto un impatto significativo sul territorio. La famiglia Genuizzi, a cui apparteneva Maffiolo, era nota per la sua ricchezza e la sua attività commerciale che si estendeva oltre i confini della Val Gandino, includendo Trentino, Tirolo, Veneto, Friuli, Carinzia e Slovenia.
Il patrimonio culturale di Cazzano e la proposta di un gruppo culturale
Durante la serata, è emersa anche la proposta di istituire un Gruppo Culturale che si dedichi allo studio e alla valorizzazione della storia di Cazzano Sant’Andrea. L’intento è quello di approfondire le conoscenze riguardo ai personaggi illustri del paese, come i Conti Cazzani, il geodeta Angelo Tacchini, il geologo Giulio Cola, l’attore Giulio Tomasini, e l’ingegnere aeronautico Fiorindo Bauce, che nel corso del ‘900 ha diretto una fabbrica di aerei in Sud Africa. Il gruppo si prefigge di far conoscere la ricchezza storica e culturale del paese, contribuendo così a rafforzare il senso di appartenenza della comunità.
La lapide commemorativa dei Conti Greppi
Un altro argomento affrontato durante la serata è stato il restauro della lapide commemorativa della famiglia dei Conti Greppi, situata sulla facciata della loro residenza, a Cazzano Sant’Andrea. La lapide, datata 1686, fu voluta dalla moglie del Conte Giorgio Greppi, Ludovica Giovannelli, e necessiterebbe di un intervento di restauro per preservare questo importante pezzo di storia locale. Gli studiosi locali hanno sottolineato l’importanza di riportare alla luce tale patrimonio per farne memoria anche alle future generazioni.
L’affresco dell’Annunciazione di Maffiolo
Infine, è stato ricordato uno degli affreschi legati a Maffiolo, l’Annunciazione, che fu scoperto nel 1973 durante il restauro della Parrocchiale di Sant’Andrea. Questo dipinto, nascosto dietro un pilastro, è uno degli esempi di arte che Maffiolo ha contribuito a finanziare. L’affresco, datato alla fine del XV secolo, si trova nella vecchia chiesa trecentesca che fu inglobata nella nuova chiesa nel 1620.
Nella foto: l’affresco legato a Maffiolo da Cazzano nella chiesa parrocchiale di Cazzano Sant’Andrea.