Quattro arresti per la violenta lite scoppiata domenica 1° marzo a Ranzanico, in un episodio che riporta l’attenzione sul traffico di droga nella zona del lago di Endine. Un cittadino italiano è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, mentre tre cittadini albanesi devono rispondere di rissa aggravata. Tra questi ultimi figura anche il 27enne rimasto ferito a coltellate e ricoverato all’ospedale di Lovere, dimesso nella giornata di lunedì 2 marzo. Anche l’italiano finito in pronto soccorso per lesioni non gravi è stato successivamente dimesso.
Le misure cautelari rappresentano i primi sviluppi dell’indagine coordinata dal pubblico ministero Antonio Mele e condotta dai carabinieri della Compagnia di Clusone. L’ipotesi investigativa è quella di un regolamento di conti maturato nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo la ricostruzione, due gruppi – uno composto da italiani e l’altro da albanesi – si sarebbero affrontati fino a degenerare in un’aggressione culminata con l’accoltellamento del giovane straniero.
Dopo il ferimento, il 27enne è stato accompagnato in ospedale dai connazionali. L’italiano indicato come aggressore, per sottrarsi alla possibile reazione degli avversari, si sarebbe gettato nelle acque del lago di Endine. Nella zona dello scontro i militari hanno rinvenuto alcune dosi di cocaina, presumibilmente abbandonate prima dell’arrivo delle pattuglie.
L’episodio si inserisce in un contesto più ampio che comprende altri fatti di violenza registrati negli ultimi mesi nell’area dell’Alto Sebino. Tra questi, la sparatoria avvenuta a inizio dicembre a Solto Collina, a pochi chilometri di distanza. Una sequenza di eventi che accende i riflettori sulla diffusione dello spaccio e sulle dinamiche criminali connesse.
Sul fenomeno interviene anche Gilberto Giudici, direttore del Servizio multidisciplinare integrato della cooperativa sociale Il Piccolo Principe di Albano Sant’Alessandro. Secondo l’esperto, il tema si articola su due livelli: la diffusione delle sostanze e la loro normalizzazione sociale. «Le droghe – osserva – accompagnano la vita di molte persone e la loro presenza costante può generare aggressività e violenza che sfociano nella criminalità».
Giudici distingue inoltre tra le diverse modalità di spaccio: i cannabinoidi circolerebbero prevalentemente tra coetanei, la cocaina sarebbe distribuita tramite pusher con clienti abituali, mentre l’eroina verrebbe venduta soprattutto in aree appartate o boschive. Una frammentazione del mercato che rende il fenomeno più complesso e radicato sul territorio.
Rispetto agli anni Ottanta, quando l’emergenza eroina era percepita principalmente come problema sanitario, oggi il contesto appare mutato. «Abbiamo ridotto le morti per overdose – sottolinea – ma nel tempo si è diffusa una percezione di normalità nel consumo, con conseguenze che possono sfociare in episodi di violenza anche per quantitativi modesti di droga».
L’inchiesta prosegue per chiarire ruoli e responsabilità nello scontro di Ranzanico. L’obiettivo degli investigatori è ricostruire l’intera dinamica e verificare eventuali collegamenti con altri episodi avvenuti nella zona, in un quadro che evidenzia come il traffico di stupefacenti possa degenerare rapidamente in violenza.