Carcere di Bergamo, cambio alla direzione

Antonina D’Onofrio verso la sostituzione: al suo posto arriva da Sondrio Ylenia Santantonio

 Possibile avvicendamento alla guida della casa circondariale di Bergamo. La direttrice Antonina D’Onofrio sarebbe prossima a lasciare l’incarico, anche se al momento non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale. Nel frattempo, da martedì 3 marzo è arrivata in via Gleno la giovane direttrice del carcere di Sondrio, Ylenia Santantonio.

La presenza della nuova dirigente ha alimentato le voci di un cambio alla direzione. Secondo quanto riferito da alcune fonti interne, l’ufficio di D’Onofrio sarebbe già stato svuotato, segnale di un possibile passaggio di consegne ormai imminente.

Contattata telefonicamente, la stessa direttrice ha preferito non entrare nei dettagli. «Sono in ferie», si è limitata a dichiarare, senza chiarire quando tornerà in servizio né se il suo incarico a Bergamo sia effettivamente concluso.

Lunedì mattina, intorno alle 8, D’Onofrio avrebbe salutato gli agenti della polizia penitenziaria in servizio nel carcere di via Gleno. Un commiato su cui è stato chiesto di mantenere il massimo riserbo, proprio perché l’avvicendamento non è stato ancora ufficializzato.

La dirigente, arrivata a Bergamo da Lecco nel gennaio 2024, aveva scelto di essere chiamata “il direttore”, definizione che negli ultimi mesi era diventata una delle particolarità più discusse della sua presenza in città.

Nel frattempo, la nuova direttrice arrivata da Sondrio, Ylenia Santantonio, ha già iniziato a prendere contatti con le realtà che operano all’interno del carcere. Tra queste anche la garante dei detenuti di Bergamo, Valentina Lanfranchi, che ha confermato un primo incontro conoscitivo.

«Ci siamo viste questa mattina — ha spiegato Lanfranchi — ma non abbiamo ancora avuto modo di confrontarci approfonditamente. Lo faremo nelle prossime ore. L’auspicio è che ci sia apertura al dialogo e collaborazione con il territorio».

Negli ultimi mesi, infatti, non erano mancati segnali di tensione attorno alla gestione della direttrice uscente. Diversi operatori del settore, volontari e rappresentanti delle istituzioni avevano segnalato difficoltà nei rapporti e un irrigidimento delle procedure interne.

Il carcere di Bergamo affronta da tempo problemi complessi. Tra i più rilevanti c’è il grave sovraffollamento della struttura, che ospita circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 319 posti. A questo si aggiungono il sotto organico della polizia penitenziaria e la presenza crescente di detenuti con problemi psichiatrici o legati alla tossicodipendenza.

Tra gli episodi più discussi della gestione D’Onofrio c’era stata, nel luglio 2024, la sospensione del cappellano del carcere, don Luciano Tengattini. Il sacerdote era stato allontanato temporaneamente per aver portato all’esterno alcune lettere di detenuti da spedire. La decisione aveva suscitato proteste e una raccolta firme tra i detenuti, portando poi alla sua riammissione nel giro di pochi giorni.

Ora l’attenzione è rivolta alle decisioni del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, da cui si attendono comunicazioni ufficiali sul futuro della direzione della casa circondariale di Bergamo e sul ruolo che assumerà la nuova dirigente arrivata da Sondrio.

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