Pagazzano, stop alla sala di culto nell’ex minimarket

Il locale aveva destinazione commerciale ma veniva utilizzato da un’associazione evangelica: il Comune firma l’ordinanza di divieto.

 A Pagazzano il Comune ha disposto lo stop all’utilizzo di un ex minimarket trasformato in sala di culto senza le necessarie autorizzazioni urbanistiche. Il provvedimento riguarda un immobile di via Toscannini, situato nella zona residenziale a nord-ovest del paese.

Secondo quanto emerso dai controlli dell’amministrazione comunale, il locale aveva destinazione commerciale ma veniva utilizzato come luogo di riunione da un’associazione evangelica, senza che fosse stato effettuato il cambio di destinazione d’uso previsto dalla normativa.

Per questo motivo il Comune ha emesso un’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’immobile come sala di culto, almeno fino a quando non verrà regolarizzata la situazione urbanistica.

A spiegare la decisione è stato il sindaco di Pagazzano, Raffaele Moriggi. L’associazione aveva presentato una pratica per regolarizzare l’attività, ma la richiesta è stata respinta dagli uffici comunali.

“L’associazione aveva avviato una procedura – ha spiegato il primo cittadino – ma era necessario un permesso di costruire che al momento non esiste. Per questo siamo stati costretti a rigettare la pratica”.

In seguito al rigetto della richiesta, l’amministrazione comunale ha quindi emesso l’ordinanza che impone l’adeguamento dell’immobile alle autorizzazioni richieste dalla normativa.

Al momento l’iter è fermo e il locale risulta inutilizzato. L’immobile appare attualmente chiuso e sfitto, come dimostra la presenza di lucchetti sulle inferriate.

Il sindaco ha voluto chiarire che la decisione non ha nulla a che vedere con questioni religiose. L’intervento del Comune riguarda esclusivamente il rispetto delle regole urbanistiche.

“La nostra – ha sottolineato Moriggi a Bergamonews – non è un’opposizione a una religione. Esistono però diritti, doveri e norme che devono essere rispettate”.

L’amministrazione comunale ha quindi ribadito che l’attività potrà riprendere solo dopo la regolarizzazione dell’immobile e l’ottenimento dei permessi necessari.

“Non appena verranno integrati i permessi mancanti – ha concluso il sindaco – l’attività potrà proseguire”.

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