Disturbi alimentari: l’aumento dei casi e l’abbassamento della soglia d’età

Il Centro per i disturbi alimentari della Casa di cura Palazzolo risponde all’aumento delle richieste di cura, con nuovi approcci e attenzione alla fascia giovanile e maschile

Aumento dei casi e nuove sfide per il Centro di disturbi alimentari

Il Centro per i disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della Casa di cura Palazzolo di Bergamo ha registrato un significativo incremento dei ricoveri nel 2025. Secondo i dati riportati, il numero di pazienti trattati, che include sia nuovi ingressi che ricoveri continuativi, ha raggiunto i 127 casi, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. L’aumento riguarda in particolare l’anoressia nervosa, che ha rappresentato il 97% dei disturbi diagnosticati, con un significativo aumento rispetto al 2023. Questo fenomeno è il risultato dell’ingresso di pazienti con condizioni più gravi, provenienti sia dalla Lombardia che da altre regioni. La gravità dei casi ha comportato una riorganizzazione dei ricoveri, con un maggiore impegno nella durata e nell’intensità del trattamento.

L’evoluzione dei disturbi e l’abbassamento dell’età dei pazienti

Un aspetto preoccupante che emerge dai dati è il fenomeno dell’abbassamento dell’età dei pazienti. In passato, la struttura accoglieva pazienti con un’età minima di 15 anni, ma ora è stata autorizzata ad abbassare questa soglia a 14 anni per rispondere meglio alle nuove esigenze. La fascia d’età dei pazienti si sta abbassando ulteriormente, con casi registrati anche tra gli 11-12 anni. Questo segnale evidenzia l’emergere di problematiche alimentari anche tra i più giovani, un dato che ha reso necessario un aggiornamento nelle politiche di cura.

L’innalzamento dei casi maschili e il ruolo dell’attività fisica

Un altro aspetto che ha suscitato attenzione al Centro riguarda l’aumento dei pazienti maschi. Mentre nel 2023 e nel 2024 i casi maschili erano praticamente assenti, nel 2025 sono saliti a 8, pari al 6,3% dei ricoveri. Il disturbo alimentare non è più esclusivo del sesso femminile, ma riguarda ormai anche i ragazzi, che spesso associano al disturbo una componente ossessiva legata all’attività fisica. Questo fenomeno è noto come “motorrea”, un impulso incontrollato e continuo a fare esercizio fisico come compensazione per l’alimentazione.

Il cambiamento nella percezione delle cause dei disturbi alimentari

La causa principale dei disturbi alimentari non è riconducibile a un singolo fattore, ma piuttosto a una combinazione di molteplici elementi. Per quanto riguarda il ruolo della famiglia, una volta vista come una causa principale, oggi viene considerata più come una risorsa fondamentale nel percorso di cura. I genitori hanno dimostrato un cambiamento nel loro atteggiamento, partecipando attivamente al trattamento con maggiore consapevolezza e disponibilità a mettersi in gioco. All’interno del percorso terapeutico, il Centro coinvolge anche i familiari, proponendo gruppi di supporto per genitori, fratelli, e partner dei pazienti.

L’impatto dei social media sui disturbi alimentari

In un mondo sempre più digitalizzato, il ruolo dei social media è diventato un tema centrale per gli specialisti. Sebbene non siano considerati una causa diretta dei disturbi alimentari, l’uso eccessivo delle piattaforme digitali può rappresentare un fattore di rischio. Le immagini ritoccate e l’esibizione di “vite perfette” sui social possono scatenare nei giovani sentimenti di inadeguatezza e insoddisfazione. Inoltre, la connessione continua, priva di momenti di disconnessione, ha ridotto la possibilità di trovare spazi di tranquillità lontani dalle pressioni esterne, contribuendo a sviluppare comportamenti legati al cibo e al corpo problematici fin da giovani.

I nuovi approcci terapeutici e i progetti innovativi

Oltre ai cambiamenti nelle modalità di cura, il Centro ha attivato anche nuovi progetti sperimentali. Tra questi, uno dei più recenti prevede la creazione di gruppi di parola per i fratelli e le sorelle dei pazienti. Questa iniziativa, che coinvolge anche l’associazione Hope, si pone l’obiettivo di dare voce a coloro che, pur vivendo accanto al paziente, spesso non hanno uno spazio per esprimere le proprie emozioni e difficoltà. Si tratta di una risposta a un bisogno silenzioso che ha l’obiettivo di sensibilizzare su un aspetto troppo spesso trascurato del disturbo alimentare: l’impatto sui familiari.

Il futuro della cura dei disturbi alimentari

Il Centro dei disturbi del comportamento alimentare della Casa di cura Palazzolo è un punto di riferimento da oltre vent’anni nel trattamento di queste problematiche. Nel 2026 il Centro festeggia il suo 25° anniversario, un traguardo che sarà celebrato con un convegno dedicato ai risultati ottenuti e alle prospettive future in questo ambito. Questo anniversario testimonia l’impegno costante della struttura nel rispondere alle esigenze di un territorio in continua evoluzione, cercando soluzioni innovative e mirate per affrontare la complessità dei disturbi alimentari.

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