La Procura di Bergamo si prepara a un cambiamento importante. Maria Cristina Rota, procuratore aggiunto di 66 anni, compirà gli anni il 29 novembre e dal giorno successivo, 1° dicembre, andrà in pensione.
Rota ha avuto un ruolo di primo piano nella continuità dell’ufficio giudiziario bergamasco, assumendo in più occasioni funzioni di traghettamento della Procura. Era già accaduto dopo la scomparsa del procuratore Walter Mapelli nel 2019 e successivamente dopo il congedo di Antonio Chiappani nel 2023, fino all’arrivo di Maurizio Romanelli nel 2024.
La sua uscita apre ora una nuova partita per la nomina del procuratore aggiunto di Bergamo.
Caramore nominato a Venezia
Un elemento dello scacchiere è cambiato proprio nei giorni scorsi.
Il 7 ottobre, il plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm) ha nominato Ciro Vittorio Caramore, 58 anni, procuratore aggiunto di Venezia. Il magistrato, pm a Busto Arsizio, era tra i quattro candidati inizialmente in corsa per Bergamo.
Con la sua uscita dalla competizione, la partita resta quindi tra tre candidate: Laura Cocucci, sostituto procuratore a Bergamo; Giulia Labia, sostituto procuratore generale a Brescia; e Adriana Blasco, sostituto procuratore a Milano.
Il termine per presentare nuove candidature è ormai scaduto.
I tempi restano incerti
La questione Bergamo dovrà passare dalla Quinta commissione del Csm, incaricata di esaminare le candidature per gli incarichi direttivi e semidirettivi.
Sui tempi pesa però un’incognita legata alle elezioni per il rinnovo dei componenti togati del Csm, previste per il 25 e 26 ottobre. Il mandato dell’attuale composizione scadrà alla fine di gennaio 2027.
Non è quindi ancora possibile stabilire se la decisione sulla Procura di Bergamo verrà assunta dall’attuale Consiglio oppure, scenario indicato come più probabile, dalla nuova composizione.
Come funziona la scelta
Il percorso prevede che la Quinta commissione individui uno o più nomi da proporre per l’incarico. La decisione definitiva spetta poi al Plenum del Csm.
Nel caso di Caramore, la commissione lo aveva proposto a luglio con tre preferenze, a pari merito con il pm veneziano Roberto Terzo. In precedenza, a gennaio, Caramore era stato indicato all’unanimità per il posto di procuratore aggiunto a Venezia, ma aveva successivamente ritirato la candidatura per motivi personali.
Per quanto riguarda Bergamo, allo stato delle informazioni riportate, nessuna delle tre candidate avrebbe intenzione di ritirarsi.
Le loro posizioni, tuttavia, presentano percorsi differenti e altre candidature potrebbero influenzare gli equilibri complessivi.
Le tre candidate
Laura Cocucci, 61 anni, è magistrato dal 1993. Dopo l’esperienza a Trapani, nel periodo successivo alle stragi di Capaci e via D’Amelio, ha lavorato fino al 2010 alla Procura di Milano, occupandosi tra l’altro di rapine, truffe e sfruttamento della prostituzione.
A Bergamo ha seguito inizialmente i procedimenti relativi a infortuni e colpe mediche, diventando successivamente un punto di riferimento per i reati legati alla violenza di genere.
Nel suo percorso figurano anche quattro anni nel Consiglio giudiziario e otto nel Comitato pari opportunità della Corte d’Appello di Brescia. Per anzianità e ruolo, in diverse occasioni ha inoltre sostituito Rota nelle funzioni di aggiunto in assenza del procuratore.
Giulia Labia, 56 anni, è magistrato dal 1997. Ha lavorato come pm ad Agrigento e Verona e dal 2017 ricopre l’incarico di sostituto procuratore generale a Brescia.
Il suo nome è emerso recentemente anche per la vicenda delle villette abusive di Aviatico, demolite dopo un lungo procedimento.
Nel percorso professionale ha seguito procedimenti relativi, tra gli altri, a violenza sessuale, abusi su minori e maltrattamenti. A Brescia si è occupata anche di esecuzioni penali e della definizione di protocolli operativi tra Procura e Guardia di Finanza in materia di confische.
Adriana Blasco, 52 anni, è invece la più giovane delle tre candidate. Dal 2009 lavora a Milano e per diversi anni ha operato nel dipartimento specializzato nelle esecuzioni penali.
Nel suo curriculum figurano protocolli sviluppati con il Tribunale di Sorveglianza e la partecipazione a tavoli di lavoro dedicati alle carceri e all’esecuzione delle misure psichiatriche.
Cosa peserà nella decisione
La scelta del Csm sarà condizionata dai criteri previsti dal nuovo testo unico del 2024 sulle nomine.
Oltre alla valutazione complessiva della carriera, per un incarico di procuratore aggiunto assumono particolare rilievo le esperienze dirigenziali e gestionali.
Il sistema prevede una valutazione progressiva dei requisiti, una sorta di “imbuto”: in caso di sostanziale parità su un criterio, si passa a quello successivo per individuare gli elementi distintivi tra i candidati.
La procedura potrebbe quindi richiedere tempo, anche alla luce del rinnovo ormai prossimo del Csm.
Per Bergamo si apre così una fase di transizione: dal 1° dicembre, con il pensionamento di Maria Cristina Rota, l’ufficio dovrà affrontare un nuovo passaggio mentre il Consiglio superiore della magistratura dovrà decidere chi occuperà il posto di procuratore aggiunto in piazza Dante.
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