L’Atalanta torna a vincere e lo fa con una prestazione che, almeno per un tempo, restituisce alla squadra di Maurizio Sarri lo spirito e l’identità cercati nei primi mesi della stagione. Il 3-1 rifilato al Venezia nel posticipo della sesta giornata di Serie A vale infatti molto più dei tre punti: arriva dopo tre sconfitte consecutive e apre nel migliore dei modi un ciclo particolarmente intenso, con nove partite da disputare in 28 giorni.
La squadra nerazzurra parte forte, domina la prima frazione e costruisce un vantaggio di tre reti. Nella ripresa, però, il Venezia reagisce e mette più volte in difficoltà i padroni di casa. La Dea riesce comunque a resistere, portando a casa un successo fondamentale.
Sarri cambia modulo
La lunga pausa ha offerto a Maurizio Sarri l’occasione per riflettere sulle proprie certezze. Per la prima volta dall’inizio della stagione, l’allenatore ha accantonato il 4-3-3 per affidarsi al 4-2-3-1.
La novità principale riguarda la posizione di Elmas, schierato sulla destra. Al centro della trequarti agisce De Ketelaere, mentre Rowe occupa la fascia sinistra. Davanti c’è Krstovic, sostenuto dal nuovo assetto offensivo.
In mediana Sarri sceglie Kessié ed Ederson, mentre in difesa Kristensen viene confermato al fianco di Scalvini.
La risposta della squadra è immediata.
Kessié e Krstovic, tre gol in mezz’ora
Dopo un avvio nel quale il Venezia prova a farsi vedere, l’Atalanta prende rapidamente il controllo della partita.
Al 4’ arriva il vantaggio con Kessié, autore del suo primo gol con la maglia nerazzurra. Il centrocampista sfrutta un inserimento in area e supera Stankovic con un preciso pallonetto.
Passano appena due minuti e l’Atalanta raddoppia.
Al 6’ è Krstovic a firmare il 2-0 con un colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il montenegrino, reduce anche da due gol con la Nazionale durante la sosta, appare particolarmente ispirato.
La Dea continua a spingere e al 30’ arriva il terzo gol.
Krstovic completa la propria doppietta con una deviazione sotto misura dopo una prima conclusione di Rowe respinta da Stankovic.
Il 3-0 sembra chiudere virtualmente la partita, anche perché l’Atalanta riesce a esercitare un pressing efficace e impedisce al Venezia di costruire con continuità dal basso.
Hainaut riapre la partita
Quando la formazione di Sarri abbassa il ritmo, però, il Venezia trova il modo di rientrare in partita.
Al 37’ arriva il gol di Hainaut, che di testa sfrutta il cross di Sagrado.
La rete cambia l’inerzia del match e nella ripresa gli ospiti aumentano ulteriormente la pressione.
Il Venezia arriva più volte vicino al secondo gol, colpendo anche un palo con Yeboah e trovando altre situazioni pericolose dalle parti di Carnesecchi.
La Dea soffre nella ripresa
L’Atalanta prova a rispondere soprattutto attraverso le ripartenze.
Krstovic continua a rappresentare il principale riferimento offensivo e costringe più volte Stankovic all’intervento.
Il Venezia trova anche il gol del possibile 3-2 con Adams, ma la rete viene annullata per una posizione di fuorigioco di pochi centimetri.
La pressione degli ospiti costringe Sarri a intervenire anche sulla difesa. Gli acciacchi di Bellanova e Scalvini portano agli ingressi di Bernasconi e Kolasinac.
Nonostante le difficoltà, l’Atalanta riesce progressivamente ad allentare la pressione e torna a rendersi pericolosa in contropiede.
Elmas espulso nel finale
Nel finale arriva anche un episodio che macchia la prestazione nerazzurra.
All’89’ Elmas viene espulso per un duro fallo di gioco da dietro, direttamente sulle caviglie dell’avversario.
L’Atalanta deve così affrontare gli ultimi minuti in inferiorità numerica, ma riesce comunque a mantenere il vantaggio.
Il triplice fischio consegna alla Dea una vittoria preziosa, costruita soprattutto attraverso un primo tempo di grande intensità.
Tre punti per ripartire
Il 3-1 al Venezia consente all’Atalanta di voltare pagina dopo la serie di tre sconfitte consecutive.
La squadra di Sarri sale a 9 punti, mentre il Venezia resta fermo a quota zero dopo sei giornate.
Il dato più importante per i nerazzurri, oltre alla classifica, è però la risposta arrivata sul piano dell’atteggiamento. Il nuovo 4-2-3-1 ha offerto una prima indicazione positiva e ha permesso all’Atalanta di ritrovare velocità, pressione e concretezza.
Ora la sfida sarà riuscire a mantenere questi segnali anche nel lungo ciclo di partite che attende la squadra.
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