Sono sette i metri cubi di gas presenti nell’appartamento di via Longo a Bergamo nel quale, lo scorso 5 ottobre, si è verificata una violenta esplosione. È il primo dato emerso dagli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile e dal Nucleo investigativo dei Vigili del fuoco, impegnati a ricostruire la dinamica della deflagrazione.
Si tratta, al momento, di un dato esclusivamente tecnico che dovrà essere interpretato alla luce di altri elementi, a partire dalla superficie effettiva dell’abitazione e dalla situazione delle finestre al momento dell’accumulo del gas.
La prova di tenuta del 15 ottobre
Un passaggio importante nell’inchiesta è previsto per giovedì 15 ottobre, quando i Vigili del fuoco eseguiranno una prova di tenuta nell’appartamento.
L’obiettivo sarà ricostruire quanto tempo sia stato necessario per raggiungere la saturazione dei locali e comprendere meglio le modalità attraverso le quali il gas si sarebbe accumulato all’interno dell’abitazione.
I risultati dell’esame tecnico dovranno essere messi in relazione con gli altri elementi già raccolti dagli investigatori. La quantità di gas presente e i tempi necessari per raggiungere una concentrazione sufficiente a provocare la deflagrazione rappresentano infatti due aspetti centrali per stabilire la sequenza degli eventi.
L’indagine è coordinata dal pubblico ministero Emanuele Marchisio.
Il tubo del gas trovato svitato
Durante il sopralluogo nell’appartamento al piano rialzato, dal quale sarebbe partita l’esplosione, gli investigatori hanno trovato un tubo del gas svitato e una pinza nelle vicinanze.
Un altro elemento sottoposto a valutazione riguarda la valvola a farfalla del condotto, trovata chiusa.
Resta però da chiarire quando e perché la valvola sia stata chiusa. Gli accertamenti dovranno stabilire se la sua posizione fosse precedente all’esplosione, se possa essere stata determinata dagli effetti della deflagrazione oppure se qualcuno abbia tentato di intervenire sull’impianto.
Per questo motivo, gli investigatori mantengono aperte diverse ipotesi sulla dinamica dell’accaduto.
Il fascicolo per disastro colposo
La Procura ha aperto un fascicolo per disastro colposo nei confronti dei due coniugi che vivevano nell’abitazione: O.B., 51 anni, e J.B., 55 anni, residenti dal 2019 nel condominio Plorzano.
Secondo quanto emerso finora, la donna era seguita da tempo dal Centro psico-sociale per gravi problemi di salute mentale e circa un mese prima dell’esplosione era stata sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio con ricovero.
Anche il marito risultava seguito dai servizi territoriali per problematiche legate all’alcol. Alcuni testimoni avrebbero inoltre riferito di aver visto entrambi, nelle ore precedenti alla deflagrazione, in condizioni di scarsa lucidità.
Questi elementi hanno portato gli investigatori a prendere in considerazione anche la possibilità di un gesto volontario, ma la ricostruzione resta ancora da definire.
Il tubo svitato, la posizione della valvola e i risultati della futura prova di tenuta saranno quindi fondamentali per comprendere l’origine della fuoriuscita e stabilire la successione degli avvenimenti.
Restano gravi le condizioni della coppia
Sul fronte sanitario, le condizioni dei due occupanti dell’appartamento restano critiche.
La donna è ricoverata al Niguarda di Milano e avrebbe riportato le conseguenze più gravi, con ustioni sul 90% del corpo.
Il marito, invece, è ricoverato a Verona, dove resta intubato.
Le condizioni dei due feriti rappresentano quindi un ulteriore aspetto drammatico di una vicenda sulla quale continuano gli accertamenti della Procura e degli investigatori.
Dieci persone ancora senza casa
L’esplosione ha avuto conseguenze anche sugli altri residenti del condominio. I danni hanno interessato l’appartamento dal quale si è originata la deflagrazione e altri alloggi dello stabile, costringendo dieci persone a trovare una sistemazione alternativa.
Il Comune di Bergamo ha attivato i propri servizi sociali e nei giorni scorsi ha individuato una soluzione per quattro delle persone rimaste senza casa.
Due sono state accolte gratuitamente in un appartamento di Cascina Ponchia, grazie alla collaborazione tra Cooperativa Serena e Spazio Autismo. La sistemazione sarà disponibile fino al 31 dicembre.
Altre due persone hanno invece trovato posto in un bilocale di ChorusLife, anch’esso concesso gratuitamente fino alla stessa data.
Le altre sei persone continueranno a soggiornare al Central Hostel, mentre prosegue il lavoro dei servizi sociali per individuare soluzioni abitative adeguate alle esigenze dei diversi nuclei familiari.
L’inchiesta sull’esplosione di via Longo prosegue dunque su più fronti. Gli accertamenti tecnici dovranno chiarire l’origine della fuoriuscita di gas e i tempi di saturazione dell’appartamento, mentre gli investigatori continuano a mettere insieme gli elementi necessari per ricostruire con precisione quanto accaduto il 5 ottobre.
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