Scoppio nel condominio a Bergamo, un test per chiarire l’origine della fuga di gas

Indagini sulla fuga di gas a Bergamo: due feriti gravissimi e dieci residenti sfollati.

ESPLOSIONE VIA LONGO

Esplosione a Bergamo, nuovi accertamenti sulla quantità di gas

Sette metri cubi di gas e diversi interrogativi ancora senza risposta. Le indagini sull’esplosione avvenuta il 5 ottobre 2026 in via Longo a Bergamo si concentrano ora sulla ricostruzione delle condizioni che hanno provocato la violenta deflagrazione all’interno di un appartamento al piano rialzato del condominio Plorzano.

Gli accertamenti condotti dalla Squadra Mobile e dal Nucleo investigativo dei Vigili del fuoco hanno permesso di individuare un primo elemento quantitativo relativo al gas che si sarebbe accumulato nell’abitazione.

Il dato, tuttavia, non consente ancora di stabilire con precisione come si sia sviluppata la situazione di pericolo.

La concentrazione effettiva del gas dipende infatti dal volume dei locali, dalle caratteristiche dell’appartamento e dalle condizioni di ventilazione presenti prima dello scoppio.

Per questo motivo gli investigatori stanno approfondendo diversi aspetti tecnici, compresa la possibilità che porte o finestre fossero aperte oppure chiuse durante la fuoriuscita.

La Procura di Bergamo, che coordina l’inchiesta attraverso il pubblico ministero Emanuele Marchisio, attende ulteriori riscontri per ricostruire la successione degli eventi.

Il 15 ottobre la verifica dei Vigili del fuoco

Un passaggio importante dell’indagine è previsto per giovedì 15 ottobre, quando i Vigili del fuoco effettueranno una prova di tenuta finalizzata a comprendere i tempi necessari per l’accumulo del gas nell’appartamento.

L’accertamento tecnico servirà a valutare le modalità con cui la sostanza potrebbe essersi diffusa negli ambienti domestici, fino a determinare le condizioni che hanno preceduto l’esplosione.

I risultati saranno confrontati con gli elementi già raccolti durante i sopralluoghi.

La quantità stimata di sette metri cubi, considerata isolatamente, non appare necessariamente eccezionale. Per comprenderne la rilevanza sarà però indispensabile rapportarla alle dimensioni effettive degli spazi interessati.

La prova dovrà contribuire a stabilire quanto tempo possa essere trascorso tra l’inizio della perdita e la deflagrazione, senza che questo dato, da solo, possa chiarire l’origine della fuoriuscita.

Le verifiche riguarderanno quindi sia gli aspetti fisici dell’accumulo sia la compatibilità delle diverse ricostruzioni con le condizioni dell’impianto.

Tubo svitato e pinza nell’appartamento: cosa stanno verificando gli investigatori

Tra gli elementi maggiormente approfonditi dagli inquirenti figurano alcuni oggetti e componenti dell’impianto individuati nell’abitazione dopo l’esplosione.

Durante il sopralluogo è stato trovato un tubo del gas svitato, con una pinza nelle vicinanze.

Una circostanza che ha richiesto ulteriori approfondimenti per stabilire se il collegamento fosse stato manipolato prima della deflagrazione.

Particolare attenzione viene riservata anche alla valvola a farfalla del condotto, rinvenuta in posizione di chiusura.

Gli investigatori devono ancora chiarire quando e per quale motivo la valvola sia stata chiusa.

Tra le possibilità considerate vi sono un intervento precedente all’esplosione, un’azione effettuata nel tentativo di interrompere la fuoriuscita oppure una modifica della posizione riconducibile agli effetti della deflagrazione.

Al momento non è stata accertata una sequenza definitiva degli eventi, e gli elementi raccolti richiedono di essere valutati insieme ai risultati delle verifiche tecniche.

I due coniugi restano ricoverati in condizioni critiche

Le conseguenze più gravi dell’esplosione hanno coinvolto la coppia che occupava l’appartamento dal quale si sarebbe originata la fuga di gas.

Si tratta di due coniugi di origine romena, una donna di 51 anni e un uomo di 55, residenti nello stabile dal 2019.

Entrambi hanno riportato lesioni molto gravi e rimangono ricoverati in strutture ospedaliere differenti.

La donna è stata trasferita all’ospedale Niguarda di Milano, dove si trova in condizioni particolarmente critiche. Secondo le informazioni disponibili, avrebbe riportato ustioni sul 90% della superficie corporea.

Il marito è invece ricoverato all’ospedale di Verona, dove risulta ancora intubato.

Il quadro clinico di entrambi resta estremamente delicato, mentre proseguono parallelamente gli accertamenti giudiziari sulle cause dell’incidente.

Procura al lavoro, ancora aperta l’ipotesi di un gesto volontario

La Procura di Bergamo ha aperto un procedimento per disastro colposo, nel quale risultano indagati i due coniugi.

L’inchiesta mira a chiarire le responsabilità legate all’esplosione, senza escludere differenti ipotesi sulla sua origine.

Tra gli aspetti presi in esame figurano anche le condizioni personali della coppia nelle settimane e nelle ore precedenti all’accaduto.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la donna era seguita dai servizi di salute mentale e, circa un mese prima della deflagrazione, era stata sottoposta a un trattamento sanitario obbligatorio.

Anche il marito risultava assistito dai servizi territoriali per problematiche connesse al consumo di alcol.

Alcune testimonianze avrebbero inoltre descritto entrambi in uno stato di scarsa lucidità nelle ore precedenti all’esplosione.

Queste informazioni fanno parte del materiale raccolto dagli investigatori, ma non dimostrano di per sé che la fuoriuscita di gas sia stata provocata intenzionalmente.

L’eventualità di un gesto volontario rimane una delle ipotesi da verificare, insieme alle altre possibili spiegazioni della dinamica.

Saranno soprattutto gli accertamenti sull’impianto e la ricostruzione dei tempi di accumulo a fornire ulteriori elementi utili all’indagine.

Dieci residenti costretti a lasciare le abitazioni

L’esplosione non ha interessato soltanto l’appartamento occupato dai due coniugi.

La violenza della deflagrazione ha provocato danni anche ad altre unità immobiliari del condominio, rendendo necessario l’allontanamento di diversi residenti.

Dieci persone sono rimaste temporaneamente senza una sistemazione abitativa autonoma, con il conseguente intervento dei servizi sociali del Comune di Bergamo.

L’amministrazione comunale ha avviato la ricerca di soluzioni per garantire assistenza agli sfollati e individuare alloggi disponibili.

Nei giorni successivi all’incidente sono state trovate nuove sistemazioni per quattro persone, grazie alla collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.

Le altre sei continuano a essere ospitate in una struttura ricettiva, in attesa di ulteriori sviluppi.

Da Cascina Ponchia a ChorusLife, gli alloggi per gli sfollati

Due residenti hanno trovato accoglienza gratuita in un appartamento a Cascina Ponchia, messo a disposizione attraverso la collaborazione della Cooperativa Serena e di Spazio Autismo.

La sistemazione sarà disponibile fino al 31 dicembre 2026.

Altre due persone sono state trasferite in un bilocale nel complesso ChorusLife, anch’esso concesso gratuitamente fino alla fine dell’anno.

Per i restanti sei residenti è stata confermata, al momento, la permanenza al Central Hostel.

I servizi sociali del Comune continuano a seguire le singole situazioni, valutando le necessità dei nuclei familiari coinvolti e le possibilità di individuare sistemazioni più stabili.

Il lavoro dell’amministrazione procede quindi su un fronte distinto da quello giudiziario, con l’obiettivo di affrontare le conseguenze abitative e sociali dell’esplosione.

Attesa per gli esiti delle analisi tecniche

La verifica programmata dai Vigili del fuoco rappresenta il prossimo passaggio nell’inchiesta sulla deflagrazione di via Longo.

Gli investigatori dovranno mettere in relazione la quantità di gas stimata, le caratteristiche dell’abitazione, lo stato delle tubazioni e la posizione della valvola per comprendere quale scenario risulti compatibile con gli elementi raccolti.

Rimane inoltre da stabilire se la fuoriuscita sia stata determinata da un problema dell’impianto, da un intervento manuale o da altre circostanze ancora da chiarire.

Le conclusioni richiederanno l’esame complessivo delle risultanze tecniche e investigative.

Intanto, mentre la coppia ferita continua a essere assistita negli ospedali di Milano e Verona, le famiglie coinvolte nei danni allo stabile attendono di conoscere le prospettive per il rientro nelle proprie abitazioni.

L’accertamento del 15 ottobre potrà fornire nuovi elementi sulla dinamica dell’esplosione, ma la ricostruzione definitiva delle cause e delle eventuali responsabilità resta affidata agli sviluppi dell’inchiesta.

Redazione

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