Dopo le lunghe code registrate lunedì 12 ottobre, a Rovetta la situazione è apparsa più tranquilla nella giornata di martedì 13. All’ufficio postale all’angolo tra via San Bernardino da Siena e via Magri si sono comunque presentate diverse persone intenzionate a verificare la situazione dei propri depositi e dei propri investimenti, dopo le notizie emerse nei giorni scorsi.
A destare preoccupazione è stata soprattutto la vicenda che ha coinvolto l’ex direttrice dell’ufficio postale, una quarantenne originaria di Fino del Monte ed ex portalettere, licenziata dopo alcune irregolarità accertate internamente da Poste Italiane.
L’ipotesi di un ammanco da mezzo milione
La notizia del licenziamento, diffusa sabato 10 ottobre, era stata accompagnata dalle denunce presentate da una coppia di ottantenni, che avrebbe subito una sottrazione complessiva di circa 148 mila euro.
La vicenda aveva rapidamente generato preoccupazione tra i residenti, anche alla luce di un dato più ampio contenuto nella relazione degli ispettori di Poste Italiane trasmessa alla Procura di Bergamo.
Secondo quanto riportato nella relazione, l’ammanco complessivo potrebbe aggirarsi intorno ai 500 mila euro e riguarderebbe una decina di conti e libretti dai quali la donna avrebbe attinto indebitamente denaro.
Gli accertamenti sono tuttora in corso e dovranno chiarire la consistenza effettiva delle somme coinvolte e le modalità con cui sarebbero state sottratte.
“Mi fidavo, mai avrei pensato a una cosa così”
Tra le persone che martedì si sono recate all’ufficio postale c’era anche uno degli anziani che avrebbe subito una sottrazione.
L’uomo, pensionato e residente lontano dal figlio, ha raccontato di essere tornato per recuperare alcuni documenti prima di procedere con la denuncia.
“Mi fidavo, mai avrei pensato a una cosa così. Mi aveva consigliato di fare un investimento, ma non mi ha rilasciato la ricevuta”, ha spiegato.
Successivamente avrebbe scoperto che il proprio conto era stato svuotato.
“Poi ho scoperto che il conto era stato svuotato e che tutti i soldi erano spariti”.
Nel suo caso la somma coinvolta sarebbe compresa tra 9 e 10 mila euro. Il sospetto è che l’investimento proposto non sia mai stato effettuato e che il denaro sia stato invece sottratto.
Gli utenti raccolgono documenti e informazioni
Come l’anziano, anche altri clienti stanno raccogliendo in questi giorni documenti e informazioni necessari per effettuare le verifiche sui propri rapporti e, successivamente, formalizzare eventuali denunce.
Le persone interessate potranno rivolgersi alla caserma dei carabinieri della Compagnia di Clusone per procedere con gli esposti dopo aver completato la raccolta della documentazione.
La vicenda ha quindi spinto numerosi utenti a controllare la situazione dei propri conti e libretti, anche per verificare eventuali anomalie.
Poste Italiane: “Parte lesa”
Poste Italiane aveva già dichiarato sabato 10 ottobre di essere “parte lesa nella vicenda”.
L’azienda aveva inoltre comunicato l’intenzione di garantire agli aventi diritto il rimborso delle somme indebitamente sottratte, oltre ad aver confermato il licenziamento della dipendente dopo le irregolarità emerse dalle verifiche interne.
Per gestire l’afflusso degli utenti e fornire assistenza alle persone che stanno effettuando i controlli, l’azienda ha inoltre previsto la presenza di una terza dipendente nell’ufficio di Rovetta, in aggiunta alle due già operative.
Le indagini proseguono
Le prime irregolarità relative alla vicenda della coppia di 84enni, che aveva successivamente presentato denuncia, sarebbero emerse proprio grazie all’attività di prevenzione di Poste Italiane.
Da quelle verifiche interne sono partiti ulteriori accertamenti, mentre parallelamente le forze dell’ordine hanno avviato le proprie indagini.
Il quadro dovrà ora essere ricostruito nel dettaglio per stabilire l’ammontare delle somme eventualmente sottratte, il numero dei rapporti coinvolti e le responsabilità legate alle operazioni contestate.
Intanto, dopo la forte affluenza di lunedì, martedì a Rovetta la situazione è risultata più ordinata. Resta però alta l’attenzione tra i clienti, che stanno controllando i propri risparmi e raccogliendo la documentazione necessaria per eventuali denunce.
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