Criminalità a Bergamo, quasi 40mila denunce nel 2025: aumentano truffe e violenze

La provincia sale al 39° posto nell'indice della criminalità del Sole 24 Ore, con 39.181 reati denunciati e un incremento del 3,1%. In calo furti, rapine e omicidi, mentre crescono percosse, violenze sessuali e frodi informatiche

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Bergamo peggiora nella classifica della criminalità del Sole 24 Ore

La criminalità denunciata torna a crescere in provincia di Bergamo, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale. Nel 2025 le forze dell’ordine hanno registrato 39.181 denunce, il 3,1% in più rispetto al 2024, portando il territorio bergamasco al 39° posto nella graduatoria italiana elaborata dal Sole 24 Ore.

La provincia perde sei posizioni rispetto alla precedente rilevazione, avvicinandosi alle aree con una maggiore incidenza di reati denunciati in rapporto alla popolazione residente.

I dati, elaborati sulla base delle informazioni del Ministero dell’Interno, evidenziano una trasformazione delle tipologie di criminalità. Mentre diminuiscono alcuni reati tradizionali, come furti e rapine, aumentano gli episodi di violenza contro le persone e gli illeciti commessi attraverso strumenti digitali.

Il totale delle denunce supera ormai quota cento al giorno, riportando la Bergamasca su livelli che non si registravano dal 2018.

La situazione appare differente rispetto al quadro nazionale, dove nello stesso periodo è stata rilevata una diminuzione complessiva dell’1,8% delle denunce.

Percosse in forte aumento: oltre 500 casi in un anno

Tra gli elementi più significativi dell’indagine emerge la crescita delle percosse, che rappresentano una delle categorie con l’incremento percentuale più elevato.

Le denunce sono passate da 410 nel 2024 a 507 nel 2025, con un aumento del 23,7%.

Il dato colloca Bergamo all’11° posto in Italia nella graduatoria specifica relativa a questa tipologia di reato, calcolata in rapporto al numero degli abitanti.

A crescere sono anche le lesioni personali dolose, che passano da 1.123 a 1.170 episodi denunciati, facendo registrare un incremento del 4,2%.

L’andamento evidenzia una maggiore incidenza delle segnalazioni relative alle aggressioni fisiche, pur senza consentire di stabilire, sulla sola base delle denunce, tutte le cause del fenomeno.

Aumentano inoltre le violenze sessuali denunciate, salite da 137 a 147 casi, con una variazione positiva del 7,3% rispetto all’anno precedente.

Questi numeri costituiscono uno degli aspetti più delicati del rapporto, perché riguardano reati che coinvolgono direttamente l’incolumità e la sicurezza delle persone.

Va comunque considerato che le statistiche si riferiscono agli episodi denunciati alle autorità e non necessariamente alla totalità dei reati effettivamente commessi.

Truffe online e frodi informatiche, quasi 4.800 denunce

Un altro settore nel quale si registra un incremento significativo è quello della criminalità digitale.

Nel 2025 le denunce per truffe e frodi informatiche hanno raggiunto quota 4.721, contro le 4.427 dell’anno precedente.

La crescita è pari al 6,6% e conferma il peso crescente delle attività illecite realizzate attraverso internet e gli strumenti tecnologici.

Le frodi digitali comprendono diverse modalità di raggiro, dalle false comunicazioni utilizzate per sottrarre informazioni personali fino alle operazioni fraudolente legate ai pagamenti elettronici e agli acquisti online.

Anche le estorsioni mostrano un incremento.

I casi denunciati sono passati da 204 a 214, con una crescita del 4,9%. Questa categoria comprende anche forme di ricatto realizzate attraverso strumenti digitali, tra cui episodi legati alla diffusione non consensuale di contenuti intimi.

L’aumento delle denunce informatiche rappresenta uno dei cambiamenti più evidenti nel panorama della criminalità provinciale, soprattutto se osservato su un periodo più lungo.

Furti in diminuzione, ma nelle abitazioni restano circa dieci casi al giorno

Non tutte le categorie di reato seguono una tendenza negativa.

I furti denunciati in provincia di Bergamo sono diminuiti del 4,1%, passando dai 15.488 episodi del 2024 ai 14.857 registrati nel 2025.

Il calo riguarda il dato complessivo, mentre per i furti nelle abitazioni la variazione risulta decisamente più contenuta.

Le denunce relative agli episodi avvenuti nelle case sono scese da 3.589 a 3.580, con una riduzione di appena lo 0,3%.

Questo significa che in Bergamasca continuano a essere segnalati mediamente quasi dieci furti in abitazione ogni giorno, nonostante il leggero miglioramento rispetto all’anno precedente.

Anche le rapine registrano una flessione, seppur limitata.

Nel 2025 sono state denunciate 463 rapine, contro le 467 del 2024, con una diminuzione dello 0,9%.

Il ridimensionamento di questi reati non è tuttavia sufficiente a compensare l’aumento delle altre categorie, determinando una crescita complessiva delle denunce.

Omicidi in calo: quattro casi nel 2025

Tra i dati che mostrano un miglioramento figurano quelli relativi agli omicidi volontari e ai tentativi di omicidio.

Gli omicidi denunciati sono diminuiti da sei nel 2024 a quattro nel 2025, mentre i tentati omicidi sono passati da 15 a dieci.

Si tratta di numeri assoluti relativamente contenuti, sui quali anche variazioni di pochi episodi possono produrre differenze percentuali significative.

Nella graduatoria nazionale riferita alle singole fattispecie, Bergamo si colloca tuttavia all’ottavo posto per gli omicidi stradali.

Un’altra posizione rilevante riguarda il contrabbando, categoria nella quale la provincia occupa il quarto posto nazionale in rapporto alla popolazione residente.

Le classifiche specifiche consentono di osservare fenomeni differenti rispetto all’indice generale, che considera l’insieme delle denunce registrate sul territorio.

La classifica italiana: Milano al primo posto

L’indice della criminalità del Sole 24 Ore confronta le province italiane attraverso il numero di reati denunciati ogni 100mila abitanti.

Questo metodo permette di rapportare i dati alla popolazione residente, evitando che il semplice numero complessivo delle denunce favorisca automaticamente i territori meno popolosi.

Milano occupa il primo posto della graduatoria nazionale, con 7.017 denunce ogni 100mila abitanti.

Seguono Firenze, con 6.374 denunce, e Roma, con 6.094.

Bergamo si colloca invece in 39ª posizione, registrando un peggioramento di sei posti rispetto all’edizione precedente.

La graduatoria non misura direttamente il rischio individuale di subire un reato, ma fotografa la quantità di illeciti denunciati e registrati dalle forze dell’ordine in relazione alla popolazione.

I risultati possono quindi risentire anche delle differenze nella propensione alla denuncia e nelle attività di controllo svolte sul territorio.

Il confronto con il 2015: la criminalità è diminuita del 17,6%

Nonostante l’aumento registrato nell’ultimo anno, l’analisi del decennio restituisce un quadro differente.

Nel 2015 in provincia di Bergamo erano state presentate 47.555 denunce, contro le 39.181 del 2025.

La diminuzione complessiva è pari al 17,6%, un dato che mostra come il numero totale degli illeciti segnalati sia ancora inferiore rispetto a dieci anni prima.

A cambiare profondamente è stata soprattutto la composizione dei reati.

Nel 2015 i furti rappresentavano il 55,2% di tutte le denunce. Nel 2025 la loro incidenza è scesa al 38%.

In termini assoluti, le denunce per furto si sono ridotte del 43% nell’arco di dieci anni.

Questo ridimensionamento ha modificato sensibilmente il peso della criminalità predatoria nel quadro provinciale, lasciando maggiore spazio ad altre tipologie di illecito.

In dieci anni frodi informatiche in crescita dell’84%

La trasformazione più evidente riguarda la criminalità informatica.

Tra il 2015 e il 2025 le denunce per truffe e frodi digitali sono aumentate dell’84,3%, avvicinandosi a un raddoppio nell’arco del decennio.

La crescita riflette il cambiamento delle modalità attraverso cui vengono realizzati numerosi illeciti, con un utilizzo sempre più frequente delle piattaforme online e degli strumenti digitali.

L’incremento non procede tuttavia con la stessa intensità osservata durante gli anni a cavallo della pandemia, quando il ricorso ai servizi digitali aveva conosciuto una forte accelerazione.

Un altro dato particolarmente rilevante riguarda le violenze sessuali.

Nel confronto tra il 2015 e il 2025, le denunce per questa categoria sono cresciute del 104%, risultando più che raddoppiate.

L’aumento delle segnalazioni deve essere letto tenendo conto anche dei possibili cambiamenti nella propensione delle vittime a rivolgersi alle autorità, senza attribuire automaticamente l’intera variazione a un incremento dei fatti commessi.

Criminalità a Bergamo, come cambia il quadro della sicurezza

I dati dell’indice del Sole 24 Ore descrivono una provincia nella quale la criminalità denunciata sta assumendo caratteristiche differenti rispetto al passato.

Da una parte si osserva una riduzione dei furti, delle rapine e degli omicidi. Dall’altra crescono le segnalazioni relative alle aggressioni fisiche, alle violenze sessuali e ai reati informatici.

L’aumento del 3,1% registrato nel 2025 interrompe il miglioramento rispetto all’anno precedente e colloca Bergamo in controtendenza rispetto al dato nazionale.

La prospettiva decennale mostra comunque un numero complessivo di denunce inferiore a quello del 2015, accompagnato però da una diversa distribuzione delle fattispecie criminali.

Il 39° posto nella graduatoria nazionale rappresenta quindi uno degli indicatori attraverso cui leggere l’andamento della sicurezza nel territorio bergamasco, insieme ai dati relativi alle singole categorie di reato.

Quasi 40mila denunce in un anno, oltre cento al giorno e una crescita marcata delle frodi digitali e delle percosse sono gli elementi principali che emergono dalla fotografia della criminalità provinciale nel 2025.

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