Alzano Lombardo, Bergamelli prepara la demolizione dell’ex Zerowatt dal 26 ottobre

Dopo quasi settant'anni dalla sua apertura, lo storico stabilimento di Nese sarà abbattuto. Prima dei lavori, un'installazione luminosa ricorderà la fabbrica che arrivò a occupare 500 persone

Il 26 ottobre 2026 inizierà la demolizione dell’ex stabilimento Zerowatt di Nese, ad Alzano Lombardo. Un intervento che segnerà la trasformazione di uno dei luoghi più rappresentativi della storia industriale del territorio bergamasco, a 69 anni dall’apertura della fabbrica.

Per decenni, lo stabilimento ha rappresentato un importante punto di riferimento occupazionale per Alzano Lombardo e per i comuni vicini. Durante il periodo di maggiore attività, la Zerowatt arrivò a impiegare fino a 500 lavoratori, contribuendo allo sviluppo economico e sociale della zona.

La produzione si interruppe nei primi anni Duemila, dopo l’acquisizione dell’azienda da parte di Candy e il trasferimento delle attività in Brianza.

Da allora, l’area è rimasta inutilizzata, pur conservando un forte significato nella memoria collettiva.

Prima dell’avvio delle demolizioni è prevista una performance artistica con luci colorate, pensata per ricordare il passato dello stabilimento e offrire agli ex dipendenti e ai residenti un’occasione simbolica per salutare la fabbrica.

Ex Zerowatt, la demolizione chiude un capitolo della storia di Nese

L’abbattimento degli edifici rappresenterà un cambiamento significativo per il paesaggio di Nese.

La fabbrica, presente sul territorio dal 1957, è diventata nel tempo un elemento riconoscibile della zona, tanto che il nome Zerowatt continua a essere utilizzato per identificare l’area anche dopo la cessazione delle attività produttive.

La demolizione eliminerà una struttura industriale rimasta dismessa per oltre due decenni, aprendo una nuova fase nella storia del sito.

L’intervento è programmato per lunedì 26 ottobre, quando prenderanno il via le operazioni sugli edifici dell’ex complesso produttivo.

Non sono stati precisati, nelle informazioni disponibili, i tempi complessivi dei lavori né le modalità tecniche previste per l’abbattimento.

La trasformazione dell’area è comunque destinata a modificare uno spazio che ha conservato a lungo l’aspetto del proprio passato industriale.

Per molti abitanti di Alzano Lombardo, il luogo continua a essere legato ai ricordi del lavoro in fabbrica e alla presenza quotidiana di centinaia di dipendenti.

Dal 1957 al boom economico: la crescita della Zerowatt

La storia dello stabilimento iniziò nel 1957, in un periodo nel quale l’industria italiana stava attraversando una fase di forte espansione.

La Zerowatt si specializzò nella produzione di piccoli elettrodomestici destinati all’utilizzo domestico.

Aspirapolvere e piastre elettriche furono tra i prodotti realizzati nello stabilimento, ai quali si aggiunsero successivamente macchine da caffè e ventilatori.

L’aumento della domanda di apparecchi per la casa accompagnò la crescita dell’azienda, soprattutto durante gli anni del boom economico.

La fabbrica divenne così una realtà occupazionale di primo piano per il territorio.

Nei periodi di maggiore sviluppo, il numero dei lavoratori raggiunse le 500 unità.

L’importanza dello stabilimento andava oltre i confini di Alzano Lombardo, perché numerosi dipendenti provenivano anche dai comuni limitrofi.

La presenza della Zerowatt contribuì a definire l’identità industriale della zona, creando un legame duraturo tra l’attività produttiva e la comunità locale.

L’acquisizione di Candy nel 2001 e la fine della produzione

Il passaggio decisivo nella storia dello stabilimento arrivò nel 2001.

In quell’anno la Zerowatt venne acquisita da Candy, gruppo industriale con sede nell’area monzese, che successivamente trasferì la produzione in Brianza.

La decisione determinò la conclusione dell’attività produttiva nello stabilimento di Nese.

Il trasferimento incontrò la contrarietà delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria, impegnate nel tentativo di salvaguardare la presenza industriale sul territorio.

Le iniziative per evitare la chiusura non riuscirono a impedire lo spostamento delle attività, con conseguenze occupazionali per numerose famiglie.

La perdita dello stabilimento rappresentò un cambiamento rilevante per Alzano Lombardo, dove la fabbrica aveva costituito per decenni una fonte di lavoro.

La chiusura lasciò inoltre un complesso industriale di grandi dimensioni che, negli anni successivi, non tornò a ospitare la produzione originaria.

Da allora, gli edifici sono rimasti come testimonianza materiale di una stagione economica ormai conclusa.

Un’installazione luminosa per ricordare gli ex lavoratori

Prima dell’inizio delle operazioni di demolizione, il passato della fabbrica sarà ricordato attraverso un’iniziativa artistica.

Una performance con luci colorate anticiperà i lavori, trasformando temporaneamente lo stabilimento in uno spazio dedicato alla memoria.

L’obiettivo dell’iniziativa è offrire agli ex dipendenti e ai cittadini la possibilità di ripercorrere simbolicamente la storia della Zerowatt.

Per molte persone, infatti, gli edifici rappresentano ancora un luogo associato alla propria esperienza lavorativa o a quella dei familiari.

La scelta di utilizzare la luce come elemento espressivo permetterà di valorizzare visivamente il complesso prima della sua scomparsa.

Non sono stati forniti ulteriori dettagli sul programma dell’evento o sulle modalità di partecipazione.

L’iniziativa si inserisce comunque nel percorso di valorizzazione della memoria industriale locale, che negli ultimi anni ha già trovato spazio attraverso altre espressioni artistiche.

L’opera di Francesco Lussana e la scritta Zerowatt

Tra i segni più riconoscibili del legame tra la fabbrica e il territorio figura l’opera realizzata nel 2023 dall’artista Francesco Lussana, originario di Torre Boldone.

L’artista ha dedicato allo stabilimento una grande installazione composta dalla scritta Zerowatt, realizzata in metallo rosso.

L’opera richiama il linguaggio industriale che caratterizza la produzione artistica di Lussana e si trova lungo la strada che costeggia l’area.

La scelta di utilizzare il nome della fabbrica ha contribuito a mantenere visibile un riferimento importante della storia locale.

La scritta rappresenta un omaggio al passato produttivo e alle persone che hanno lavorato nello stabilimento.

Anche dopo la chiusura, infatti, il nome Zerowatt è rimasto parte del linguaggio quotidiano degli abitanti.

Non sono state indicate, al momento, eventuali modifiche alla collocazione dell’installazione in relazione ai prossimi lavori di demolizione.

Il futuro dell’area ex Zerowatt ad Alzano Lombardo

La demolizione costituisce il primo passaggio visibile di una nuova fase per il complesso di Nese.

L’area, rimasta inutilizzata dopo la cessazione delle attività produttive, è stata negli anni al centro dell’attenzione per le sue prospettive di trasformazione urbanistica.

Il futuro dell’ex stabilimento rappresenta una questione importante per l’assetto del territorio, anche per le dimensioni del sito e la sua collocazione all’interno del contesto urbano.

Le informazioni disponibili fanno riferimento a un percorso di acquisizione finalizzato a dare una nuova destinazione all’area, ma non precisano il soggetto coinvolto né i dettagli definitivi del progetto.

Non è quindi possibile indicare con certezza quali strutture sorgeranno al posto degli edifici industriali.

L’avvio dei lavori del 26 ottobre segnerà comunque un passaggio concreto dopo un lungo periodo di inattività.

Una fabbrica che resta nella memoria di Alzano Lombardo

A quasi settant’anni dall’inaugurazione, la storia della Zerowatt continua a essere legata a quella di numerose famiglie bergamasche.

La crescita industriale, i posti di lavoro, l’acquisizione da parte di Candy e la successiva chiusura hanno segnato fasi differenti della vita economica del territorio.

La demolizione farà scomparire gli edifici, ma non il ruolo che la fabbrica ha avuto nello sviluppo di Nese e di Alzano Lombardo.

La performance artistica prevista prima dell’abbattimento rappresenterà un momento di passaggio tra la memoria dello stabilimento e la sua futura trasformazione.

Il 26 ottobre inizierà dunque un intervento che cambierà il volto di una zona conosciuta ancora oggi con il nome dell’azienda.

Per gli ex lavoratori e per la comunità locale sarà la conclusione materiale di un capitolo industriale iniziato nel 1957, mentre resta da definire nei dettagli la nuova destinazione del complesso.

Redazione

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