Il trasporto aereo europeo potrebbe andare incontro a un forte aumento delle tariffe nei prossimi dodici mesi. A lanciare l’allarme è Michael O’Leary, amministratore delegato del gruppo Ryanair, che martedì, durante una conferenza a Bruxelles, ha delineato uno scenario particolarmente pesante per i passeggeri.
“Nei prossimi dodici mesi assisterete al più grande aumento delle tariffe aeree nella storia d’Europa”, ha dichiarato O’Leary, arrivando a stimare un possibile incremento fino al 20% nel corso del 2027.
Una previsione legata soprattutto all’andamento dei costi energetici e alla necessità, per le compagnie aeree, di compensare l’aumento delle spese attraverso le tariffe applicate ai viaggiatori.
Il caro petrolio spinge i prezzi
Ryanair aveva già messo in guardia sul possibile scenario a inizio settembre.
“Se i prezzi elevati del petrolio dovessero continuare fino all’estate 2027, si ritiene che le compagnie aeree low cost a corto raggio in Europa aumenteranno materialmente le tariffe per riflettere i prezzi più alti del petrolio”, aveva spiegato l’azienda.
Il meccanismo è legato all’incremento dei costi del carburante: qualora le quotazioni dovessero mantenersi elevate, le compagnie potrebbero trasferire una parte dell’aumento sui biglietti.
Lo stesso O’Leary ha però espresso dubbi sulla possibilità che i rincari siano sufficienti a compensare completamente l’aumento dei costi.
“Questo incremento dei biglietti sarà sufficiente a coprire i costi petroliferi drasticamente più elevati? Non credo che lo sarà”.
La situazione di Ryanair
Anche il gruppo irlandese deve fare i conti con l’evoluzione del mercato del jet fuel.
Ryanair aveva infatti sottoscritto contratti di copertura per l’80% del proprio fabbisogno relativo all’anno fiscale in corso, compreso tra il 1° aprile e il 31 marzo.
Al momento delle operazioni di copertura, le quotazioni del jet fuel si trovavano intorno ai 67 dollari al barile. Per la parte restante del fabbisogno, invece, la compagnia ha dovuto confrontarsi con valori di mercato più elevati.
Le dichiarazioni di O’Leary sono riferite principalmente allo scenario generale del settore, ma il quadro potrebbe naturalmente avere conseguenze anche sulle future politiche commerciali di Ryanair.
Orio al Serio non viene penalizzato
Parallelamente alle previsioni sui prezzi, Ryanair sta modificando la propria programmazione invernale.
A settembre la compagnia aveva annunciato l’intenzione di ridurre il numero di voli durante la stagione invernale, intervenendo in particolare sugli scali considerati meno attrattivi.
La strategia non ha però riguardato, almeno finora, Orio al Serio.
Lo scalo bergamasco si prepara infatti all’inverno con quattro rotte in più e due aerei aggiuntivi basati al “Caravaggio”.
Un dato che distingue Bergamo da altri aeroporti interessati dalle riduzioni annunciate dal vettore.
Tredici aeroporti nel mirino dei tagli
Tra il 2026 e il 2027, Ryanair ha tagliato o prevede di tagliare collegamenti in tredici aeroporti caratterizzati da un appeal ritenuto insufficiente.
La compagnia sta quindi concentrando la propria capacità sugli scali considerati maggiormente attrattivi.
In questo scenario, Bergamo non risulta coinvolta dai tagli. Al contrario, l’aumento della capacità del “Caravaggio” rappresenta un segnale positivo per il territorio bergamasco.
Un quadro ancora in evoluzione
Le previsioni sui prezzi restano comunque legate all’andamento del mercato energetico.
Se il costo del petrolio dovesse rimanere elevato fino all’estate del 2027, le compagnie low cost europee potrebbero aumentare in maniera significativa le tariffe per compensare almeno parte dei maggiori costi.
Per i viaggiatori si profila quindi un possibile aumento dei prezzi dei biglietti, mentre sul fronte della programmazione Ryanair mantiene una posizione favorevole per Orio al Serio.
Lo scalo bergamasco, infatti, non solo non è stato inserito tra quelli interessati dalle riduzioni, ma vedrà nella prossima stagione invernale quattro nuove rotte e due ulteriori aeromobili basati al “Caravaggio”.
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