Ultime bracciate il 31 maggio: poi via al cantiere
Fine attività e inizio dei lavori di riqualificazione per uno dei simboli sportivi di Bergamo
Sabato 31 maggio è l’ultimo giorno utile per tuffarsi nelle storiche Piscine comunali Italcementi di Bergamo. Da fine giugno, lo storico impianto progettato negli anni Sessanta dall’architetto Carlo Ravizza, voluto da Carlo Pesenti per celebrare il centenario dell’Italcementi, sarà interessato da un importante intervento di riqualificazione.
Il progetto riguarda 11 mila metri quadri di superficie coperta e prevede la rimozione dell’amianto, la demolizione dell’intera parte impiantistica e la costruzione ex novo di quattro vasche, una spa ipogea e nuovi spogliatoi. L’intervento, del valore di 22 milioni e 737 mila euro, durerà 24 mesi con conclusione prevista per giugno 2027.
Un investimento in partenariato pubblico-privato
Aquamore e Comune di Bergamo insieme per un impianto moderno e sostenibile
Il cantiere sarà gestito nell’ambito di un’operazione in partenariato pubblico-privato, che vede coinvolti da un lato il Comune di Bergamo, e dall’altro una cordata coordinata da Aquamore, società legata alle Piscine Castiglione, già attiva a Seriate e Stezzano. Il team comprende anche le imprese Tipiesse, Pederzani Impianti, A&T Europe Spa e Iccrea.
«Stiamo concordando la data precisa di inizio cantiere, pensiamo verso fine giugno – spiega Francesco Valesini, assessore al Patrimonio –. Prima ci sarà un’assemblea pubblica per presentare il progetto ai cittadini. Daremo risposta anche alla richiesta di tenere aperte le vasche esterne, ma purtroppo non è tecnicamente possibile».
Niente estate in piscina: 60 mila ingressi sacrificati per la ristrutturazione
Motivi tecnici legati alla sicurezza e agli impianti impediscono l’apertura estiva del lido
Per due estati la città farà a meno del “lido”, che ogni anno accoglieva tra i 55 e i 60 mila utenti. La bonifica dell’amianto e il completo smantellamento degli impianti centralizzati, fondamentali per il trattamento dell’acqua di tutte le vasche, rendono impossibile il mantenimento delle attività anche solo all’esterno.
Valesini precisa: «Gli impianti causavano una perdita annua di 700 mila euro, da qui l’urgenza dell’intervento. Sappiamo che la chiusura sarà un disagio, ma la ristrutturazione è imprescindibile per garantire funzionalità, sostenibilità e qualità».
Nuove vasche, palestra demolita, una spa e spazi ripensati
Il progetto punta a un impianto completo per nuoto, tuffi, bambini, relax e sport agonistico
Tra le principali novità ci sono quattro nuove vasche: una per i corsi (25×10 metri), una per bambini con spray park, una relax & fitness, e una vasca agonistica da 34×21 metri ricavata dove oggi si trova la palestra, destinata a pallanuoto, tuffi e nuoto competitivo. Verranno rifatti gli spogliatoi, l’ingresso e la zona bar.
Sarà costruita anche una spa ipogea negli ambienti interrati, mentre il parco esterno e le vasche esterne rimarranno nella loro configurazione attuale, con solo interventi di manutenzione e una nuova area giochi.
Il contenitore architettonico rimarrà intatto
Rispettata la struttura originaria degli anni ’60, solo aggiornamenti funzionali ed energetici
«Sarà un intervento nel rispetto di un’architettura di indubbia qualità» sottolinea Valesini, che conferma che la struttura originaria non verrà stravolta. Sono previsti nuovi infissi, pannelli solari sulla copertura e miglioramenti impiantistici e strutturali, ma l’estetica resterà quella che ha reso l’edificio iconico.
Nuovo gestore, canoni fissi e tariffe convenzionate
Non più Bergamo Infrastrutture alla guida dell’impianto, ma il Comune manterrà controllo sui prezzi
Alla riapertura, la gestione passerà a Aquamore, con un contributo pubblico di 1,5 milioni l’anno per 20 anni, a fronte di un canone annuo di locazione da 500 mila euro. «Il Comune manterrà il controllo sulle tariffe, che saranno convenzionate» ribadisce Valesini.
«C’è un po’ di nostalgia nel vedere le piscine chiudere – commenta Attilio Baruffi, presidente di Bergamo Infrastrutture – ma è un passo necessario. L’impianto era datato e manifestava i segni del tempo. Lo riconsegneremo alla città completamente rinnovato».