Una mostra che celebra arte e sport
La mostra Fuoripista di cui al trailer a piè d’articolo si inserisce in un contesto di grande attualità, a pochi anni dall’inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026. Ospitata a Gres Art 671, Bergamo, la mostra invita il pubblico a riflettere sul legame profondo tra arte, sport invernali e montagna. L’esposizione, che proseguirà fino all’8 febbraio 2026, presenta una vasta gamma di opere, tra cui dipinti, fotografie, video e installazioni, che raccontano il mondo della neve, della montagna e della fatica sportiva. Artisti di rilievo come Pieter Brueghel il Giovane, Andreas Gursky, Paolo Troubetzkoy e Kari Medig esplorano tematiche legate a vette, geografie, vittorie, sconfitte e le dinamiche sociali, tecnologiche e ambientali degli sport invernali.
Un progetto innovativo con opere inedite
A fianco dei lavori storici e delle narrazioni d’archivio, Gres Art 671 presenta per la prima volta opere inedite commissionate appositamente per questa esposizione. Tra queste, spiccano tre video installazioni realizzate da artisti contemporanei, che offrono nuove prospettive sull’inclusione e sulle dinamiche degli sport invernali:
-
Masbedo, che presenta una video installazione dedicata a Andrea Lanfri, atleta che affronta il tema dell’inclusione nello sport;
-
Studio Folder, con una ricerca che interpreta i dati dei Giochi Olimpici Invernali attraverso una coreografia di pattinaggio di figura, visualizzando informazioni spaziali, ambientali e statistiche;
-
Numechi.studio (Giulia Bertolazzi e Cosimo Maffione), che propone due opere immersive che trasformano il gesto atletico della campionessa Carolina Kostner in un’esperienza sensoriale e fisica, grazie anche alla collaborazione con IceLab Bergamo, situato accanto allo spazio espositivo.
Un viaggio tra storie di neve e montagna
Fuoripista non è solo una mostra, ma un viaggio che attraversa le microstorie della neve e della montagna, andando oltre la retorica tradizionale. L’esposizione invita il pubblico a scoprire la montagna non solo come luogo di sport e fatica, ma anche come spazio di relazione, adattamento e immaginazione condivisa. Le opere presentate sono un invito a riscoprire o a vivere il paesaggio invernale con occhi nuovi, esplorando la complessità delle dinamiche che intercorrono tra l’uomo, la natura e la tecnologia.
Video immersivo al centro dell’esperienza
Un’attenzione particolare va alla parte video della mostra. Le video installazioni, in particolare quelle di Masbedo e Studio Folder, offrono un’esperienza immersiva che permette di esplorare in modo interattivo e viscerale le storie raccontate. Queste opere, oltre a testimoniare la bellezza e la sfida degli sport invernali, affrontano temi cruciali come l’inclusività e la trasformazione dei dati in esperienze sensoriali. I visitatori sono invitati non solo a guardare, ma anche a vivere e riflettere su questi temi grazie alle installazioni video coinvolgenti e innovative.