Aggressione all’Esselunga, chiesta perizia psichiatrica per il 47enne

Il gip conferma il carcere per tentato sequestro della bimba di un anno e mezzo, avviati contatti con la Romania per verificare eventuali precedenti

Resta in carcere il 47enne accusato di aver tentato di sottrarre una bambina di un anno e mezzo dalle braccia della madre all’interno dell’Esselunga di via Corridoni, a Bergamo. Il giudice per le indagini preliminari Michele Ravelli ha confermato la misura della custodia cautelare, ritenendo l’episodio configurabile come tentato sequestro di persona.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, l’uomo non avrebbe fornito spiegazioni sul gesto compiuto né chiarito le ragioni che lo avrebbero spinto ad avvicinarsi alla donna e a cercare di strapparle la figlia. Secondo quanto emerso, non sarebbero stati manifestati segni di pentimento durante l’udienza, elemento che ha contribuito alla decisione del giudice di mantenere la detenzione.

La difesa, rappresentata dall’avvocata del 47enne, Emil Mortu, cittadino rumeno, ha chiesto al gip di disporre un incidente probatorio per accertare le condizioni psichiatriche dell’assistito. La richiesta punta a ottenere una perizia specialistica che possa valutare lo stato di salute mentale dell’uomo al momento dei fatti.

Spetterà ora al giudice Ravelli stabilire se procedere con l’accertamento tecnico, anche alla luce degli sviluppi dell’indagine condotta dalla Squadra mobile e coordinata dalla pubblico ministero Giulia Angeleri. La decisione sull’eventuale perizia psichiatrica rappresenta un passaggio centrale per definire il quadro giudiziario della vicenda.

Parallelamente, sono stati avviati contatti con le autorità rumene per verificare l’eventuale presenza di precedenti penali o problematiche sanitarie dichiarate dall’uomo nel Paese d’origine. In Italia, secondo quanto risulta, il 47enne risulta incensurato. Gli approfondimenti internazionali mirano a chiarire se vi siano stati in passato episodi o segnalazioni che possano contribuire a delineare il suo profilo personale e clinico.

L’uomo si sarebbe allontanato dalla Romania tempo fa. I familiari, contattati dopo l’arresto, avrebbero riferito di non avere più avuto notizie di lui fino alla comunicazione ricevuta dalla polizia italiana. Un elemento che aggiunge ulteriori interrogativi alla ricostruzione della sua permanenza sul territorio e alle condizioni in cui viveva.

Prima dell’episodio avvenuto sabato 14 febbraio nel supermercato di via Corridoni, il 47enne era stato fermato nei pressi delle cliniche Gavazzeni. In quell’occasione avrebbe chiesto un posto dove dormire e domandato di essere riportato in Romania in ambulanza. Circostanze che saranno valutate dagli inquirenti nell’ambito dell’indagine complessiva sul suo stato e sulle sue intenzioni.

L’aggressione ha suscitato forte allarme in città, sia per il luogo in cui si è verificata sia per l’età della vittima. La bambina non ha riportato conseguenze fisiche, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza negli spazi pubblici e sulla necessità di interventi tempestivi in presenza di situazioni di potenziale fragilità.

In attesa della decisione del gip sull’incidente probatorio, l’inchiesta prosegue per chiarire ogni aspetto della vicenda. L’esito delle verifiche psichiatriche, se disposte, potrà incidere in modo significativo sul prosieguo del procedimento penale, contribuendo a definire la responsabilità dell’indagato e la sua eventuale capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

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