Bergamaschi bloccati in Malesia: “Nessun aiuto, spesi 2.400 euro in più”

Una coppia della provincia non è riuscita a rientrare da Kuala Lumpur dopo la cancellazione del volo: «Ambasciata e Farnesina ci hanno detto di arrangiarci»

 Doveva essere il rientro da una vacanza di due settimane in Malesia, ma si è trasformato in una lunga odissea. Karin Ronzoni, 42 anni di Arcene, e il compagno Enzo Villa, 48 anni di Torre Boldone, sono rimasti bloccati a Kuala Lumpur dopo la cancellazione del volo che li avrebbe dovuti riportare in Italia.

La coppia avrebbe dovuto partire lunedì 2 marzo alle 10 con un volo Qatar Airways. La cancellazione è arrivata improvvisamente. «Abbiamo ricevuto solo una notifica sull’app della compagnia aerea», racconta Ronzoni.

Dieci ore in aeroporto

Appena ricevuta la comunicazione, i due si sono recati all’aeroporto della capitale malese. Lì è iniziata una giornata di attesa e tentativi per trovare una soluzione.

«Siamo rimasti in aeroporto per circa dieci ore cercando di capire come rientrare», spiega la coppia. Nel frattempo hanno provato a contattare le istituzioni italiane per ricevere assistenza.

Il contatto con Farnesina e ambasciata

Il primo tentativo è stato con la Farnesina. «Abbiamo chiamato ma c’era solo un messaggio registrato che invitava a registrarsi sul sito “Viaggiare Sicuri”», raccontano.

Un contatto diretto con l’ambasciata italiana in Malesia c’è stato, ma la risposta ricevuta ha lasciato la coppia amareggiata. «Ci hanno detto gentilmente che avremmo dovuto arrangiarci a prenotare un nuovo volo e l’hotel, tutto a nostre spese».

Voli alle stelle

La ricerca di una nuova soluzione si è rivelata complicata anche per i costi. I prezzi dei voli disponibili erano infatti molto elevati.

«Le tariffe erano arrivate a 5 o 6 mila euro a persona», spiegano. Inoltre, contattare il servizio clienti della compagnia aerea si è rivelato quasi impossibile. «Dopo mezz’ora di attesa al telefono, la chiamata cadeva».

Alla fine, grazie all’aiuto di amici in Italia, la coppia è riuscita a trovare un’alternativa. Partiranno nella notte tra mercoledì e giovedì con Turkish Airlines, con un itinerario via Pechino.

Il viaggio durerà complessivamente 37 ore tra voli e scali, con arrivo previsto a Malpensa venerdì 6 marzo alle 6.30 del mattino.

Spese extra e rientro al lavoro

Il nuovo volo è costato 850 euro a persona, a cui si aggiungono le spese per hotel, cibo, assicurazione sanitaria per i giorni aggiuntivi e il parcheggio dell’auto a Malpensa.

«Al momento siamo circa a 1.200 euro a testa in più rispetto al previsto», raccontano a L’Eco di Bergamo. Un imprevisto pesante anche dal punto di vista lavorativo.

Karin Ronzoni lavora in banca, mentre Enzo Villa è dipendente dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «Dobbiamo rientrare al lavoro e questa situazione è arrivata proprio alla fine delle nostre ferie», spiegano.

«Non chiediamo privilegi»

La coppia sottolinea di comprendere che le priorità di assistenza possano riguardare situazioni più critiche.

«Ovviamente la precedenza va agli italiani nelle zone di guerra, ma anche chi è bloccato dall’altra parte del mondo dovrebbe ricevere almeno un minimo di supporto», concludono.

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