In un anno perse 292 imprese attive, commercio in affanno

Il dettaglio, per settore, dell'andamento delle attività tra aperture e chiusure comunicato dalla Camera di Commercio di Bergamo. Il presidente Mazzoleni: contenuta vitalità nel terzo trimestre

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In un anno la provincia di Bergamo ha perso 292 imprese attive (82.857 il totale al 30 settembre), proseguendo con un -0,4% la tendenza calante per il quinto trimestre consecutivo.

Tuttavia c’è un segnale di lieve dinamismo del tessuto imprenditoriale nel saldo positivo di 208 unità nel terzo trimestre dell’anno, dato dalla differenza tra le 960 iscrizioni e le 752 cessazioni non d’ufficio.

Sono i dati del sistema Movimprese resi noti dalla Camera di Commercio di Bergamo.

I settori con più aperture di nuove aziende

Le nuove iscrizioni più numerose del terzo trimestre si sono avute nei servizi (319), valore che rapportato al numero delle attive dà un tasso di natalità del 0,9%. A seguire le costruzioni (177), cui corrisponde il tasso di natalità maggiore (1,0%); il commercio (113 con un tasso di natalità dello 0,6%) e la manifattura (61 e tasso di natalità 0,6%) e l’agricoltura (18, tasso di natalità 0,4%).

Confrontando invece le attive al 30 settembre 2023 con la situazione all’anno precedente, si sono registrati cali nel commercio (-2,1%), manifattura (-1,9%) e agricoltura (-0,9%); aumenti nei servizi e, nello specifico, nelle attività professionali tecniche e scientifiche (+2,8%), attività finanziarie e assicurative (+2,4), servizi di informazione e comunicazione (+1,8%), noleggio, agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (+1,7%). Tra i servizi fanno eccezione alloggio e ristorazione, che calano del -1,2%.

Le società di capitali si confermano il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale (+0,8%). Sono, invece, in flessione le imprese individuali (-0,2%) e le società di persone (-3,3%).

Le imprese straniere attive sono 9.033 (+4,1% su base annua), spinte soprattutto da trasporto e magazzinaggio (+12,1%), costruzioni (+8,5%) e manifattura (+6,6%).

Le imprese femminili attive sono 17.255, in lieve crescita rispetto a un anno fa. Idem per le imprese giovanili attive, che assommano 7.309.

Procedure concorsuali

Le procedure concorsuali disciplinate dalla precedente legge fallimentare, le procedure per la risoluzione della crisi di impresa disciplinate dal nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza entrato in vigore il 15 luglio 2022, gli scioglimenti e le liquidazioni sono state complessivamente 753.

L’artigianato

Le imprese artigiane registrate al 30 settembre 2023 sono 28.997; quelle attive sono invece 28.927 con un calo di 34 posizioni (-0,1%) rispetto a un anno prima. Le nuove iscrizioni artigiane nel trimestre sono state 311 (+16,4% su base annua). Le cessazioni complessive, che possono essere dovute alla chiusura dell’impresa o alla perdita dei requisiti, sono state 285, in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il saldo complessivo risulta positivo di 72 unità.

Tra le imprese artigiane le nuove iscritte più numerose sono delle costruzioni (179) e della manifattura (64). Tra le attive alla fine del trimestre, sono in lieve aumento i servizi e le costruzioni, mentre sono in calo gli altri settori, soprattutto il commercio.

La forma giuridica delle società di capitali artigiane ha registrato una variazione tendenziale positiva (+3,3%), come anche le imprese individuali (+0,3%). Le società di persone, le cooperative e i consorzi presentano invece una variazione negativa su base annua.

“Il bilancio positivo tra iscrizioni e cessazioni nel terzo trimestre dell’anno – commenta il presidente Carlo Mazzoleni – mostra una contenuta vitalità del tessuto imprenditoriale bergamasco nonostante il peggioramento delle prospettive economiche. I servizi e le costruzioni registrano il numero maggiore di aperture e un saldo positivo. Diverso invece il discorso per il commercio e la manifattura, settori nei quali le chiusure superano le nuove iscrizioni”.

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