Sono stati identificati i responsabili degli atti vandalici che avevano colpito il centro storico di Romano di Lombardia nel dicembre 2025. Si tratta di due fratelli di 25 e 23 anni, senza fissa dimora e già noti alle forze dell’ordine, individuati grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza.
I fatti risalgono alla notte tra il 13 e il 14 dicembre, quando diversi episodi di danneggiamento avevano interessato alberi di Natale, automobili e vetrine di negozi, creando disagi e preoccupazione tra residenti e commercianti nel pieno delle festività.
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai carabinieri di Romano di Lombardia, sono partite dall’analisi dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati. Le immagini hanno permesso di ricostruire i movimenti dei due sospetti, ripresi mentre si aggiravano tra le vie del centro tra le 2.45 e le 4.15, accanendosi contro beni pubblici e privati.
La svolta è arrivata pochi giorni dopo. Il 16 dicembre, durante un servizio di controllo del territorio, i militari hanno fermato e identificato i due uomini, notando un elemento determinante: indossavano gli stessi abiti ripresi nei filmati della notte dei vandalismi.
Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire nel dettaglio i danni provocati. Lungo un percorso tra via Rubini, via Tadini e via Nazario Sauro, sono stati distrutti quattro alberi di Natale, danneggiate sei automobili con vetri e specchietti infranti, oltre alle vetrine di un’agenzia immobiliare.
Colpiti anche esercizi commerciali e arredi urbani. Sono stati danneggiati gli arredi esterni di un bar e le decorazioni natalizie di due negozi del centro, un’ottica e un punto vendita di abbigliamento, aggravando l’impatto degli episodi sul tessuto cittadino.
Fondamentale anche il supporto della Polizia Locale, che ha contribuito alle operazioni di identificazione durante i controlli sul territorio. Ora per i due fratelli è stata notificata la chiusura delle indagini, con le accuse relative ai danneggiamenti commessi.
L’individuazione dei responsabili arriva a distanza di mesi dai fatti. Un risultato ottenuto grazie al lavoro investigativo e all’utilizzo della videosorveglianza, strumenti che hanno permesso di fare luce su una serie di episodi che avevano colpito la comunità locale.
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