L’aria di Bergamo nel 2023: mai così respirabile

L'aria che tira a Bergamo è sempre meno inquinata: merito soprattutto del meteo anomalo del 2023, che a Bergamo ha determinato 16 giorni in meno rispetto alla soglia di allarme

Il 2023 si è rivelato un anno eccezionalmente positivo per la qualità dell’aria a Bergamo e in Lombardia. Con una media giornaliera di soli 24 microgrammi di PM10 per metro cubo, il capoluogo orobico ha registrato solamente 19 giorni oltre i limiti imposti dalla normativa europea, fissati a 35 giorni su 365. Un miglioramento notevole rispetto agli anni precedenti, dove i dati erano decisamente meno incoraggianti.

Il ruolo del meteo e le politiche ambientali

Una parte significativa di questo miglioramento è attribuibile a un anno meteorologicamente anomalo, caratterizzato da condizioni atmosferiche che hanno ridotto l’accumulo degli inquinanti. Sebbene le politiche ambientali abbiano avuto un impatto, il meteo ha giocato un ruolo cruciale. L’evoluzione futura degli indicatori ambientali sarà fondamentale per comprendere se questo trend positivo è un caso isolato o una tendenza duratura.

Che aria tira a Legambiente

Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, ha espresso un cauto ottimismo riguardo a questi miglioramenti. Tuttavia, ha sottolineato che la strada verso livelli adeguati di qualità dell’aria è ancora lunga e richiede politiche più incisive, soprattutto in termini di mobilità sostenibile e riduzione delle emissioni agricole. Questi sforzi porteranno benefici non solo in termini di riduzione dello smog, ma anche per la qualità dell’ambiente urbano, la congestione stradale e gli impatti della zootecnia intensiva.

Disparità regionali nell’inquinamento

Nonostante i miglioramenti, ci sono ancora disparità significative nella regione. Le aree nord-occidentali, inclusi i capoluoghi come Varese, Como, Lecco e Bergamo, hanno mostrato una qualità dell’aria migliore, con PM10 intorno ai 20 microgrammi per metro cubo. In contrasto, le città della Lombardia orientale, come Cremona, Mantova e Brescia, hanno registrato livelli più alti, con una media annua di circa 30 microgrammi per metro cubo e giorni di superamento ben oltre i limiti europei.

Il contributo delle emissioni zootecniche

Le emissioni degli allevamenti intensivi, soprattutto nella pianura lombarda orientale, hanno un impatto significativo sulla qualità dell’aria. Queste emissioni, insieme al traffico veicolare, contribuiscono alla formazione di particolato secondario. Damiano Di Simine di Legambiente Lombardia sottolinea l’importanza di considerare una strategia di riduzione del numero degli animali negli allevamenti per gestire efficacemente l’inquinamento.

il 2023 dell’aria: percorso solo all’inizio

Il 2023 ha segnato un anno di progressi significativi per la qualità dell’aria a Bergamo e in Lombardia. Tuttavia, le sfide rimangono, soprattutto nel contesto delle emissioni zootecniche e del traffico veicolare. È essenziale continuare a lavorare su politiche ambientali efficaci per garantire che questi miglioramenti non siano solo temporanei, ma parte di una tendenza costante verso un futuro più pulito e sostenibile.

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