Uccise il figlio accoltellandolo: chiesta condanna a 21 anni

La sentenza è attesa per il 7 ottobre, quando l'accusa potrà presentare eventuali repliche. Nel frattempo, la comunità di Bottanuco rimane in attesa di un verdetto che potrebbe chiudere una tragica vicenda familiare

carabinieri

Il pubblico ministero Letizia Aloisio ha richiesto una condanna a 21 anni di reclusione per Paolo Corna, accusato di aver ucciso il figlio Giambattista con ferocia il 3 settembre 2023. L’omicidio è avvenuto dopo una lite legata alla richiesta di denaro. Giambattista, 54 anni, aveva un passato segnato da dipendenze e comportamenti aggressivi, soprattutto nei confronti degli anziani genitori.

Omicidio Botanico – L’accusa: “Ferocia Inaudita”

Il pm ha descritto Paolo Corna come un padre autoritario e dispotico, respingendo l’idea che il contesto familiare fosse dominato dalla costante violenza del figlio. La lite culminata nell’omicidio è stata innescata da una richiesta di soldi da parte di Giambattista, noto per i suoi problemi con l’alcol. L’avvocato difensore Barbara Bruni ha dipinto un quadro diverso, sostenendo che Giambattista era spesso aggressivo con i genitori, specialmente nei weekend quando si ubriacava. Bruni ha ricordato un episodio del 29 aprile 2023, quando il figlio di Giambattista aveva chiamato la zia dicendo che il padre stava picchiando i nonni. La difesa ha sottolineato che i genitori vivevano nella paura, ma non volevano denunciare il figlio, sperando di poterlo aiutare.

Il 3 settembre 2023, Giambattista era rientrato a casa per pranzo e aveva chiesto soldi, scatenando una lite. I genitori avevano chiamato i carabinieri, ma all’arrivo delle forze dell’ordine la situazione sembrava tranquilla, con Giambattista che dormiva. Dopo che i carabinieri se ne sono andati, la lite è ripresa. Il padre, temendo per la sicurezza della moglie, ha impugnato un coltello e, dopo essere stato provocato dal figlio, lo ha colpito all’addome, uccidendolo. L’avvocato Bruni ha chiesto che siano riconosciute le attenuanti generiche e quelle della provocazione per accumulo, evidenziando la lunga serie di situazioni pregresse che hanno portato all’esasperazione del padre. La difesa ha insistito sul fatto che l’omicidio è avvenuto in un contesto di enorme sofferenza, chiedendo che la pena sia giusta e proporzionata alla situazione. La sentenza è attesa per il 7 ottobre, quando l’accusa potrà presentare eventuali repliche. Nel frattempo, la comunità di Bottanuco rimane in attesa di un verdetto che potrebbe chiudere una tragica vicenda familiare.

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