Raid punitivo a Brescia: arrestati due uomini di Albino

Il teatro della vicenda è stato una cooperativa agricola di Nuvolera, dove ogni ultima domenica del mese i soci si riuniscono per un pranzo

carabinieri

La tensione tra cooperative della provincia di Brescia è culminata in un violento scontro che ha portato all’arresto di due pregiudicati di Albino. L’incidente, avvenuto durante un pranzo sociale, ha lasciato cinque persone ferite e sollevato molte domande riguardo ai mandanti del raid punitivo.

Raid punitivo a Brescia: arrestati due uomini di Albino

Il teatro della vicenda è stato una cooperativa agricola di Nuvolera, dove ogni ultima domenica del mese i soci si riuniscono per un pranzo. Poco prima delle 13 di domenica 28 luglio, due uomini si sono presentati al cancello del luogo dell’incontro, chiedendo di parlare con un 50enne bresciano. Alla sua risposta negativa, i due hanno insistito minacciosamente, armati di coltelli e manganelli telescopici, intimandogli di ritirare una denuncia. La situazione è rapidamente degenerata. Una donna ha cercato di riprendere la scena con il telefono, ma è stata fermata da uno degli aggressori. Nel tentativo di difendere il 50enne, altri soci sono intervenuti, scatenando una rissa che ha causato cinque feriti con prognosi tra i 10 e i 20 giorni.

I carabinieri, giunti rapidamente sul posto, sono riusciti a bloccare uno dei due aggressori mentre l’altro è fuggito ma è stato rintracciato poco dopo. Entrambi i pregiudicati, di 40 e 44 anni, sono stati arrestati. La custodia cautelare in carcere è stata confermata per il 44enne, mentre l’altro è stato rilasciato dopo la convalida. La vicenda ha origine da una denuncia presentata da un ex dipendente di una cooperativa della provincia di Brescia contro 23 persone. La denuncia, che avrebbe dovuto essere discussa in tribunale entro la fine di agosto, è al centro della controversia. I due pregiudicati di Albino sono stati assoldati per intimidire il denunciante e costringerlo a ritirare l’accusa. Tuttavia, le indagini sono ancora in corso per identificare il mandante del raid. Gli investigatori hanno sequestrato i telefoni dei due arrestati nella speranza di trovare indizi utili. Il caso è ora nelle mani dei carabinieri di Nuvolento, che stanno lavorando per far luce sull’intera vicenda e assicurare alla giustizia tutti i responsabili.

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