Bergamo, crisi del mercato di via Spino: banchi ridotti da 200 a 120 in quattro anni

Problemi di parcheggio e accessibilità spingono gli ambulanti a chiedere interventi al Comune

Il mercato di via Spino a Bergamo, nato dallo spostamento di molti ambulanti dalla Malpensata nel 2020, sta vivendo una fase di difficoltà: nel giro di quattro anni il numero di banchi è sceso da 200 a 120, e le proiezioni di Confesercenti indicano che entro fine 2024 potrebbero scendere ulteriormente a un centinaio. I principali problemi segnalati dagli operatori riguardano la scarsa accessibilità dell’area e la carenza di parcheggi, elementi che scoraggiano sia i venditori sia i clienti.

La difficoltà di trovare posti auto nelle vicinanze del mercato si riflette in una minore affluenza di pubblico, che fatica a trovare parcheggi disponibili. Questa situazione si è aggravata negli anni e ha spinto Confesercenti Bergamo a chiedere interventi concreti per rendere il mercato più fruibile. Un progetto annunciato per un parcheggio multipiano coperto in via Spino è rimasto per ora sulla carta: l’infrastruttura avrebbe permesso una migliore accessibilità e persino la copertura del mercato, trasformandolo in un’area più comoda e protetta per gli utenti.

In parallelo, la scarsa accessibilità dell’area penalizza anche i lavoratori che hanno necessità di accedere quotidianamente al polo produttivo di via Spino. Si attende inoltre da anni l’apertura del sottopasso di via Autostrada, prevista ora per la fine del 2025, che dovrebbe migliorare la viabilità locale e agevolare l’accesso alla zona, ma l’attesa è già stata lunga e la situazione resta critica.

Le richieste degli ambulanti al Comune

Per cercare di migliorare la situazione, gli operatori stanno avanzando alcune proposte al Comune di Bergamo. Tra le richieste, la creazione di nuovi stalli per la sosta direttamente nel piazzale del mercato, ottenuti concentrando maggiormente gli spazi occupati dai banchi. Una seconda proposta riguarda la separazione tra le bancarelle che vendono prodotti nuovi e quelle che trattano articoli usati, per evitare confusione tra le due tipologie di merce e garantire una maggiore chiarezza per i clienti.

Il trasferimento del mercato in un’altra area non sembra al momento una soluzione percorribile, poiché trovare uno spazio alternativo adeguato all’interno della città risulta complicato. L’incontro richiesto da Confesercenti con Palazzo Frizzoni potrebbe essere un passo importante per trovare soluzioni, ma per ora gli operatori rimangono in attesa di risposte concrete che possano rilanciare il mercato e risolvere i problemi di accessibilità.

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