Bergamo, ristoranti in calo: consumi e abitudini cambiano

Soffrono bar e locali: meno imprese nel 2025, cresce invece il settore della fornitura pasti

 Il settore dei pubblici esercizi bergamaschi mostra segnali di difficoltà sempre più evidenti. Non sono solo i bar a registrare una flessione, ma anche i ristoranti, che per la prima volta dopo anni segnano un saldo negativo, confermando un cambiamento strutturale nei consumi.

I dati dell’Osservatorio Fipe-Confcommercio parlano chiaro. Nel 2025 le imprese del comparto sono scese a 7.083 unità, con una perdita di 78 attività rispetto all’anno precedente (-1,1%). A pesare maggiormente è il calo dei bar, ma ora anche la ristorazione inizia a risentire della crisi.

Guardando al periodo più lungo, il cambiamento appare ancora più marcato. Dal 2019 al 2025 hanno chiuso 482 bar (-14%), mentre i ristoranti restano ancora in crescita rispetto al pre-Covid, ma con segnali di rallentamento recenti.

Parallelamente emerge un altro fenomeno. La fornitura di pasti registra un forte incremento (+36,6% dal 2019), segno di una trasformazione delle modalità di consumo sempre più orientate verso soluzioni rapide e alternative.

Alla base di questi cambiamenti ci sono nuove abitudini. La socialità tradizionale legata a bar e ristoranti è in calo, sostituita da modelli più individuali, influenzati da tecnologia, intrattenimento domestico e stili di vita diversi.

A incidere è anche la sostenibilità economica. Costi del lavoro, affitti e gestione rendono sempre più difficile mantenere attività di piccole dimensioni, favorendo invece la crescita di catene e realtà strutturate.

Il mercato si sta polarizzando. Le microimprese diminuiscono, mentre aumentano quelle medio-grandi, spesso legate a franchising e modelli di consumo veloce.

Un altro nodo critico riguarda il ricambio generazionale. Sempre meno giovani scelgono di avviare attività nel settore, mentre cala anche l’imprenditoria femminile, complici le difficoltà organizzative e la conciliazione vita-lavoro.

In controtendenza cresce la presenza di imprenditori stranieri. Un segmento in espansione che rappresenta una parte sempre più rilevante del tessuto economico locale, anche se ancora poco conosciuto nelle sue dinamiche.

Il problema principale resta però il personale. La difficoltà nel trovare lavoratori e garantire continuità alle attività mette a rischio il futuro del settore, già alle prese con burocrazia e criticità infrastrutturali.

Il quadro complessivo evidenzia una trasformazione profonda. Il modello tradizionale dei pubblici esercizi sta cambiando, con il rischio concreto di perdere anche la funzione sociale storicamente svolta da bar e ristoranti.

Redazione

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