Accoltellato per droga pagata con soldi falsi: arrestato lo spacciatore a Villa d’Almè

Violenta aggressione dopo una truffa: un 35enne accoltellato alla schiena è stato salvato per un soffio. Arrestato il presunto aggressore, accusato di tentato omicidio

carabinieri

Un regolamento di conti legato al traffico di droga è culminato in un grave episodio di violenza a Villa d’Almè, provincia di Bergamo. Un giovane marocchino, irregolare sul territorio italiano, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio pluriaggravato dopo aver accoltellato un 35enne tunisino che aveva pagato una dose di droga con denaro falso. La vittima, gravemente ferita, è stata salvata in extremis grazie all’intervento tempestivo del 118.

Una vendetta premeditata

Dopo essersi accorto della truffa, lo spacciatore avrebbe deciso di vendicarsi. Armato di un grosso coltello, ha rintracciato il 35enne nei luoghi abituali dello spaccio e lo ha affrontato in un’area boschiva. Quando la vittima ha rifiutato di saldare il debito, l’aggressore gli ha inferto una coltellata profonda alla schiena, perforandogli un polmone e causando la frattura di alcune costole. Dopo il gesto, si è dato alla fuga a bordo di un’auto guidata da un conoscente italiano, ignaro delle sue intenzioni violente.

Indagini e cattura dell’aggressore

Le indagini, condotte dai Carabinieri della Compagnia di Zogno con il supporto del Nucleo Investigativo di Bergamo, hanno permesso di individuare il responsabile grazie all’analisi dei sistemi di videosorveglianza e alla raccolta di testimonianze. Gli investigatori hanno ricostruito i movimenti dell’aggressore e risalito all’auto utilizzata per la fuga. La mattina del 6 dicembre, dopo un lungo inseguimento a piedi nelle campagne di Villa d’Almè, i militari hanno catturato il giovane marocchino.

Durante le perquisizioni, nella sua abitazione a Bonate sono stati rinvenuti cocaina, marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi, oltre a denaro ritenuto provento dell’attività illecita. Tuttavia, l’arma del delitto non è stata ancora trovata.

La vittima e il decorso ospedaliero

Subito dopo l’aggressione, il 35enne è riuscito a raggiungere la pista ciclabile di Almè, dove un residente lo ha notato in condizioni disperate. Il ferito è stato trasportato d’urgenza in ospedale e sottoposto a un intervento chirurgico che gli ha salvato la vita. Le sue ferite sono state giudicate guaribili in almeno 60 giorni.

Custodia cautelare in carcere per l’indagato

L’indagato, interrogato dal Pubblico Ministero, si è avvalso della facoltà di non rispondere. La Procura ha richiesto e ottenuto la custodia cautelare in carcere, evidenziando il pericolo di fuga, la possibilità di reiterazione del reato e le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti.

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