Le scarpe dei portalettere diventano pavimenti per i parchi gioco

Il progetto di Poste Italiane trasforma calzature dismesse in pavimentazione antiurto per i parchi, contribuendo alla sostenibilità ambientale

Le scarpe antinfortunistiche dei portalettere di Poste Italiane, ormai giunte a fine vita, si preparano a una seconda vita: grazie al progetto “Scarpa vecchia fa buon gioco”, queste calzature vengono riciclate e trasformate in pavimenti morbidi e sicuri per i parchi gioco dei bambini. È un’iniziativa che unisce creatività, sostenibilità e responsabilità sociale, promuovendo i principi ESG (Environmental, Social and Corporate Governance) delle Nazioni Unite.

Dalla raccolta al riciclo: il viaggio delle scarpe

L’iniziativa è partita dal Centro operativo di Brescia, dove sono stati raccolti i primi lotti di scarpe dismesse. Trecento chili di calzature sono stati inviati dalla provincia di Bergamo al Centro di smistamento di Ancona, punto nevralgico del progetto. Qui, le scarpe vengono selezionate, lavorate e trasformate in materiale per la pavimentazione antiurto. Secondo i calcoli, 5.500 chili di calzature consentono di realizzare circa 50 metri quadri di pavimentazione per i parchi gioco.

Il ruolo dei portalettere e la loro soddisfazione

I dipendenti di Poste Italiane si sono dimostrati entusiasti di partecipare al progetto, come sottolinea Miriana Candita, portalettere del centro di Bergamo Buttaro. La raccolta delle scarpe avviene ogni due mesi nei diversi centri logistici dell’azienda, coinvolgendo portalettere e personale addetto alla logistica.

Oltre le scarpe: caschi e divise nel prossimo futuro

A breve, il riciclo verrà esteso anche ai caschi e alle divise usate dei dipendenti, dimostrando l’impegno dell’azienda nel ridurre l’impatto ambientale e nel promuovere un modello di economia circolare.

Un’iniziativa di responsabilità sociale

Questa iniziativa sottolinea il ruolo attivo di Poste Italiane nel sostenere una cultura del riciclo e della sostenibilità ambientale. Grazie a progetti come questo, i materiali che sarebbero destinati a diventare rifiuti trovano una nuova utilità, contribuendo a creare spazi sicuri per i bambini e a ridurre l’impatto ambientale delle attività aziendali.

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