Dazi Usa, Bergamo rischia fino a 294 milioni: necessaria la diversificazione dei mercati

L'export orobico potrebbe subire un duro colpo con le nuove misure protezionistiche annunciate dagli Stati Uniti

Le imprese bergamasche guardano con preoccupazione all’ipotesi di nuovi dazi americani, che potrebbero pesare fino a 294 milioni di euro sull’export provinciale. Attualmente, le aziende locali pagano circa 47 milioni di euro in dazi per vendere prodotti negli Stati Uniti, ma un aggravio delle tariffe doganali annunciato dall’ex presidente Donald Trump rischia di colpire duramente il settore.

Secondo l’analisi della società Prometeia riportata da L’Eco di Bergamo, sono stati ipotizzati due scenari: nel primo, con l’aumento dei dazi solo sui beni già tassati, il costo per Bergamo salirebbe a 213 milioni di euro; nel secondo, con un’applicazione generalizzata, si arriverebbe a 294 milioni. Gli Stati Uniti, dopo Germania e Francia, rappresentano il terzo mercato di destinazione per l’export bergamasco, con un valore totale di 2 miliardi di euro nel 2023. I settori più esposti sono macchinari (417 milioni), alimentari e bevande (340 milioni), chimica (228 milioni) e trasporti (240 milioni).

A evitare il peggio sarebbero le 111 aziende bergamasche già delocalizzate negli Stati Uniti e le 135 controllate da società italiane. Tuttavia, 31 imprese operano da Messico e Canada per servire il mercato americano, aumentando la complessità dello scenario.

Incertezza e necessità di nuove strategie

L’imprevedibilità della politica commerciale statunitense rende difficile prevedere l’impatto effettivo dei dazi. La presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati, sottolinea che Trump utilizza le tariffe come strumento negoziale, aprendo la strada a possibili accordi bilaterali piuttosto che a misure punitive indiscriminate.

Per affrontare la situazione, secondo Ricuperati, l’Europa dovrà rafforzare le alleanze commerciali con altri Paesi, come avvenuto con gli accordi con Corea del Sud, Canada e Mercosur. Allo stesso modo, le imprese bergamasche dovranno esplorare nuovi mercati, ridurre la dipendenza da pochi partner e adattarsi rapidamente ai cambiamenti geopolitici. Confindustria intensificherà il supporto alle aziende per aiutarle a navigare in questo contesto incerto.

L’export bergamasco verso gli Usa in crescita

Dopo la pandemia, le esportazioni bergamasche negli Stati Uniti sono aumentate del 50%, nonostante una leggera flessione del 5% nei primi nove mesi del 2024. Il mercato americano, riconosciuto per il premium price attribuito al made in Italy, rimane strategico per molte aziende locali. Nel settore agroalimentare, su 270 milioni di esportazioni, ben 260 milioni provengono dal comparto delle bevande, con Sanpellegrino tra i protagonisti principali.

 

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