Dopo il rinvio per motivi di salute, Alessia Pifferi torna oggi, 10 febbraio, nell’aula del Tribunale di Milano per il processo d’appello. L’imputata, condannata in primo grado all’ergastolo per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, è accusata di aver lasciato la figlia Diana, di appena 18 mesi, da sola in casa per sei giorni, causandone la morte per stenti nel luglio 2022.
L’udienza odierna sarà cruciale: la Corte d’Appello dovrà decidere se concedere una seconda perizia psichiatrica, come richiesto dalla difesa, oppure procedere con la discussione delle parti e la sentenza. L’avvocata Alessia Pontenani insiste sulla necessità di un nuovo accertamento, sostenendo che Pifferi non fosse capace di intendere e di volere al momento del fatto, contrariamente a quanto stabilito dalla perizia eseguita nel primo grado di giudizio.
L’omicidio avvenne nell’estate del 2022, quando Pifferi lasciò la piccola da sola nella casa di via Parea, a Milano, con appena due biberon di latte e due bottigliette d’acqua, per trascorrere un fine settimana con il compagno. Tornata giorni dopo, trovò la figlia senza vita nel lettino. L’autopsia confermò la morte per grave disidratazione.
Nella sentenza di primo grado, i giudici non hanno riconosciuto attenuanti, descrivendo la donna come mossa da un “futile ed egoistico movente”, anteponendo la propria libertà personale al dovere di accudire la bambina. Pifferi, attualmente detenuta nel carcere di Vigevano, attende ora il verdetto della Corte, che potrebbe riaprire il caso con una nuova perizia o confermare la sentenza di condanna.